skin track
Friedrich Merz
Friedrich Merz
Analisi Leggi dopo

Perché i tedeschi sono i più scettici sull’adozione dell’euro digitale

di Antonio Maria Rinaldi*
06 novembre 2025, 21:10 Ultimo aggiornamento: 21:59

La Germania, pilastro dell'euro fisico, esprime cautela verso l'euro digitale, temendo che possa minare il tradizionale sistema bancario e alterare l'equilibrio economico nazionale

La Germania torna a essere il laboratorio delle contraddizioni europee. Dopo aver contribuito in misura determinante alla nascita dell’euro fisico dettandone le regole, oggi si colloca in posizione di cautela – se non di aperta diffidenza – nei confronti dell’euro digitale.

La questione, apparentemente tecnologica, nasconde in realtà una tensione profonda: quella fra il modello di mercato bancario tradizionale, fondato sull’intermediazione del credito, e l’ipotesi di una moneta pubblica emessa direttamente dall’Eurosistema. Le banche tedesche temono che l’euro digitale possa minare le basi della loro funzione economica. In un sistema dove la creazione di moneta scritturale avviene attraverso il credito, la possibilità per cittadini e imprese di detenere un’attività finanziaria garantita direttamente dalla Bce altera la natura stessa del rapporto fiduciario su cui poggia il sistema bancario. La moneta digitale di banca centrale, per definizione priva di rischio d’insolvenza, diverrebbe un concorrente strutturale dei depositi bancari. E in tempi di fragilità finanziaria, la sola percezione di maggiore sicurezza presso la Bce potrebbe innescare un processo di disintermediazione di massa.


Il progetto dell’Eurotower cerca di mitigare questo rischio fissando limiti ai depositi digitali e impedendo ogni forma di remunerazione. Ma per la Germania, dove l’equilibrio fra moneta e credito è da sempre il pilastro della stabilità economica, tali salvaguardie appaiono insufficienti. La Bundesbank e le principali associazioni bancarie tedesche temono un «bank run digitale», un trasferimento progressivo della liquidità verso il bilancio della Bce, che altererebbe la capacità del sistema bancario nazionale di finanziare l’economia reale. Dietro la posizione tedesca vi è un elemento più profondo: la concezione della moneta come strumento di responsabilità e non di politica. Fin dall’epoca del marco, la stabilità monetaria è stata considerata condizione preliminare alla libertà economica e tangibile simbolo del riscatto del dopoguerra.

L’euro digitale, se percepito come strumento di politica fiscale o di controllo dei flussi, rappresenterebbe una rottura di quel principio. Non sorprende, dunque, che l’opinione pubblica tedesca – tradizionalmente restia all’uso di mezzi di pagamento intangibili – associ il progetto a una forma di centralizzazione monetaria potenzialmente lesiva dell’autonomia individuale.


Il nodo vero non è tecnologico, ma istituzionale. L’Eurosistema nasce come compromesso fra sovranità nazionali e autorità monetaria comune: l’euro digitale ne mette alla prova la coerenza interna. Per Berlino, la Bce deve limitarsi a preservare la stabilità dei prezzi e la sicurezza dei pagamenti; spingersi oltre equivarrebbe a ridisegnare i confini della sovranità economica. Per Francoforte, invece, il progetto è una risposta necessaria all’evoluzione del contesto globale, in cui la moneta pubblica rischia di essere sopravanzata da circuiti privati o da valute digitali emesse da potenze extraeuropee.

La divergenza è quindi strategica. L’Europa deve decidere se concepire la moneta digitale come semplice estensione del contante – uno strumento neutro e prudente – o come architrave di una nuova architettura monetaria, più integrata e capace di affermare l’autonomia europea nello spazio digitale. In questo bivio, la posizione tedesca, pur cauta, non è priva di fondamento: essa richiama la necessità di ancorare l’innovazione alla sostenibilità istituzionale e alla fiducia dei risparmiatori.

Tuttavia, nel mondo che si sta delineando, la dimensione monetaria assume anche una valenza geopolitica. La Cina sperimenta da anni un yuan digitale in grado di rafforzare il controllo interno e l’espansione internazionale del proprio sistema finanziario; gli Stati Uniti studiano forme di dollaro digitale che preservino il primato della valuta di riserva globale; i Paesi dei Brics cercano alternative ai circuiti occidentali. In questo scenario, l’assenza di un progetto europeo condiviso rischia di marginalizzare l’Unione nel nuovo equilibrio multipolare della finanza internazionale. L’euro digitale, se concepito come strumento di autonomia strategica, può diventare l’occasione per riaffermare la sovranità tecnologica e monetaria del continente.


L’euro digitale, come ogni moneta, non è un’invenzione tecnologica, ma un patto sociale. Senza consenso politico e senza una chiara delimitazione delle competenze fra banca centrale e sistema bancario, rischia di diventare l’ennesimo terreno di conflitto fra Nord e Sud dell’Eurozona. Il confronto odierno fra la Bce e la Germania è dunque il sintomo di una domanda più grande: quale forma deve assumere la moneta europea per restare fedele alla propria origine, e insieme adattarsi al futuro? La risposta non si troverà nei codici informatici, ma nel modo in cui l’Europa saprà conciliare libertà economica, stabilità finanziaria e sovranità monetaria. (riproduzione riservata)

*ex membro della Commissione Econ del Parlamento Europeo



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza