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Lael Breinard, candidata alla presidenza della Federal Reserve
Lael Breinard, candidata alla presidenza della Federal Reserve
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Per la presidenza della Fed i candidati sono due gemelli siamesi

di The Editorial Board
18 novembre 2021, 16:19 Ultimo aggiornamento: 16:25

In lizza per la poltrona di presidente della banca centrale americana sono l’attuale presidente Powell e la Brainard. Nessuno dei due merita la poltrona, da come hanno eseguito il loro dovere principale di mantenere la stabilità dei prezzi. E Biden scegliendo uno o l’altro, sarà responsabile della fiammata inflazionistica ancora più di quanto non lo sia già

Il presidente Joe Biden ha detto che annuncerà entro la fine di questa settimana la sua scelta per la guida della Federal Reserve nei prossimi quattro anni, e i candidati principali sono l'attuale presidente Jerome Powell e il governatore Lael Brainard. Questo ci ricorda la famosa frase di Hillary Clinton in risposta alla debacle di Bengasi: "Che differenza fa, a questo punto?"

Non molta, per quanto possiamo dire. Powell dirige la Fed da quattro anni ed è stato nominato da Donald Trump, mentre la Brainard era una scelta di Barack Obama. Ma sulla politica monetaria sono stati gemelli siamesi negli ultimi quattro anni, ed entrambi hanno presieduto una fase di impennata inflazionistica senza un dissenso pubblico o un ripensamento. Entrambi continueranno ed essere colombe in tema di politica monetaria, a meno che i mercati non forzino loro la mano.

Una presunta differenza è che Powell sarà più indipendente della Brainard, che è più vicina al Tesoro ed è una sostenitrice dei Democratici. Come ha notato Donald Luskin di TrendMacro, la Brainard ha avuto una posizione da colomba a settembre prima delle elezioni del 2016, ma alla vigilia della presidenza Trump nel gennaio 2017 ha improvvisamente scoperto che la Fed era vicina ai suoi obiettivi di inflazione e disoccupazione. E due mesi dopo chiedeva una stretta monetaria.

Man mano che si candidava per la nomina, i suoi recenti discorsi hanno abbracciato le passioni progressiste del Partito Democratico: cambiamento climatico, equità razziale e di genere, inclusione finanziaria. Ha dissentito sulle regole bancarie ma non sulla politica monetaria e non ha lanciato nessun allarme sull'inflazione degno di questo nome.

Ma quanto è stato fin qui indipendente Powell, in realtà? Negli anni di Trump, si è tirato indietro dal fare  aumenti dei tassi di interesse quando Trump martellava la Fed. Durante la pandemia, la Fed si è intromessa più profondamente nei mercati privati che durante il panico finanziario del 2008-2009. È diventato un cheerleader per migliaia di miliardi di nuove spese, prima sotto Trump e poi con il  presidente Biden, anche se questo non è il suo lavoro. Sapeva cosa i politici volevano sentire.

Nei suoi discorsi e nelle conferenze stampa, Powell si è anche piegato alla politica climatica e identitaria. Ha detto che la Fed ha bisogno di tenerne conto nelle sue decisioni di regolamentazione finanziaria. Parla della differenza tra i tassi di disoccupazione dei bianchi e delle minoranze come una ragione per mantenere le politiche di emergenza pandemica molto tempo dopo la fine dell’emergenza. L'inflazione è stata il risultato.

Powell è il favorito di Wall Street, in parte perché è visto come meno restrittivo sulla supervisione delle banche. Ecco perché la senatrice Elizabeth Warren è contro di lui. Ma il mandato di Randal Quarles come vicepresidente con delega alla supervisione è scaduto a ottobre. Biden probabilmente nominerà un sostituto che soddisfi le richieste della Warren, e non aspettatevi che un presidente Powell, fresco di nomina, interferisca.

Un'area di differenza potenzialmente significativa tra i due candidati riguarda la valuta digitale. La Fed sta studiando la questione e si trova di fronte a una decisione fatidica circa l'opportunità di creare un dollaro digitale e su come gestirlo e regolarlo. La sinistra del Partito Democratico vede un dollaro digitale della banca centrale come un percorso verso un maggiore controllo politico sulle attività finanziarie, forse con conti bancari gestiti dalla Fed. Saule Omarova, la candidata di Biden come capo regolatore bancario del Tesoro, vuole andare in quella direzione.

Powell ha almeno incontrato i repubblicani sull'argomento e ha ascoltato le loro preoccupazioni. La Brainard è più probabile che ascolti la sollecitazione della Warren e del presidente della commissione  banche del Senato, Sherrod Brown. Su questa nota, fate un cenno a Powell.

Nessuno dei due merita la poltrona, se vanno giudicati da come hanno eseguito il loro dovere principale di mantenere la stabilità dei prezzi. La Fed di Powell ha presieduto a un'inflazione che non è riuscita a prevedere e che è stata lenta ad affrontare. L'obiettivo di inflazione professato dalla Fed è il 2%, ma l'indice dei prezzi al consumo è al 6,2% in ottobre rispetto a un anno prima.

Questo è un fallimento storico, comunque lo si misuri. La credibilità di Powell è stata danneggiata dal suo persistente ritornello, durato fino a poco tempo fa, per cui l'inflazione è transitoria. Il suo nuovo quadro di politica monetaria di targeting dell'inflazione media, svelato nell'agosto 2020, è stato un fallimento.

Se Biden vuole prendere le distanze da questo fallimento riguardo al controllo dell'inflazione, dovrebbe nominare un critico dell'attuale politica della Fed. Kevin Warsh, che Trump ha scavalcato per scegliere  Powell, fornirebbe più credibilità al mercato. Non avremmo mai pensato di dirlo, ma l'economista Larry Summers sarebbe una più logica scelta democratica, data la sua preveggenza sull'inflazione. Ma questo farebbe esplodere teste nella sinistra democratica del Senato.

Se la scelta è tra Pancopinco o Pincopanco (i gemelli di Alice nel paese delle meraviglie, ndt), Biden dovrebbe capire che sta facendo propria la loro politica monetaria. Sarà lui il responsabile dell'inflazione ancora più di quanto non lo sia già.


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

MF+MIFI + The Wall Street Journal


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