In Italia sono operativi tre fondi pensione regionali, Laborfonds in Trentino Alto Adige, Solidarietà Veneto e Fondemain in Valle d'Aosta. Quali sono le specificità della dimensione territoriale? MF-Milano Finanza ha incontrato Luca Merighi, direttore generale di Fondemain, che offre tre comparti di investimento, ciascuna caratterizzata da una propria combinazione di rischio/rendimento: Garantito (esposto sui titoli di debito di breve/media durata, con un'esposizione residuale in azioni non superiore al 10%), Prudente (che ammette in portafoglio azioni con un peso non oltre il 40%) e Dinamico (la politica di gestione prevede una composizione bilanciata tra titoli di debito e titoli di capitale, attraverso, rispetto al comparto Prudente, una maggiore componente azionaria da un minimo del 30% fino a un massimo del 70%).
Domanda. Come nasce il fondo pensione Fondemain?
Risposta. Fondemain è un fondo pensione negoziale di natura territoriale e intercategoriale, voluto e progettato per i lavoratori della Valle d'Aosta dalle organizzazioni sindacali, dalla Regione e dagli enti locali valdostani nonché dalle associazioni dei datori di lavoro e dagli ulteriori soggetti firmatari dell'accordo. Le parti istitutive hanno ritenuto di costituire questo strumento a carattere territoriale al fine di meglio rispondere alle specifiche esigenze della realtà e del mercato del lavoro regionali, nonché di fornire un servizio più vicino e accessibile ai lavoratori. In particolare i destinatari sono i lavoratori dipendenti che svolgono attività nel territorio della Valle d'Aosta, dipendenti dai datori di lavoro: che abbiano sottoscritto le fonti istitutive del fondo e rappresentati dalle associazioni datoriali firmatarie. La platea comprende anche i lavoratori non dipendenti che svolgono attività nel territorio della Valle d'Aosta. E infine anche i soggetti fiscalmente a carico degli aderenti e dei beneficiari. Al 31 marzo Fondemain contava 7.762 aderenti e un patrimonio di poco inferiore a 181 milioni di euro.
D. Quali sono le peculiarità di un fondo pensione territoriale rispetto ad un fondo pensione che abbia caratteristiche nazionali?
R. Oltre ovviamente agli ambiti territoriali di riferimento, i fondi regionali si distinguono da quelli nazionali per la prossimità agli aderenti, l'ampia intercategorialità, che consente al lavoratore di rimanere iscritto al fondo anche nel caso in cui cambi occupazione e settore lavorativo, purché continui a svolgere la propria attività nel territorio di riferimento e la vicinanza degli organi statutari del fondo, con una maggiore possibilità per il lavoratore di entrare a farvi parte. Il legame tra Fondemain e la Regione Valle d'Aosta è particolarmente stretto, essendo quest'ultima tra i soggetti fondatori del fondo, nonché l'ente datore di lavoro associato con il maggior numero di lavoratori ad esso iscritti.
D. Prevedete investimenti nell'economia del territorio? E con quali strumenti?
R. Uno degli intendimenti di Fondemain è che i propri investimenti vengano impiegati in modo tale da favorire lo sviluppo economico regionale. Allo stato la vigente politica di investimento non lo prevede, in quanto si è ritenuto che i volumi patrimoniali non siano ancora di entità tale da consentirlo. Resta fermo che, in prospettiva, quando sussisteranno le condizioni per procedere in tal senso, il fondo valuterà di destinare una adeguata quota parte dei propri investimenti in favore del territorio, individuando gli strumenti e le forme di impiego idonei, finalizzati per esempio al finanziamento di iniziative imprenditoriali locali o di progetti infrastrutturali o di sviluppo pubblici.
D. Quali potrebbero essere utili suggerimenti per il rilancio della previdenza complementare?
R. Sono necessari interventi di sistema quali in primis, l'introduzione dell'adesione cosiddetta semi automatica dei lavoratori alla previdenza complementare con eventuale possibilità di recesso, misura che potrebbe essere prevista contrattualmente, auspicabilmente con una adesione piena ai fondi comprensiva, oltre al trattamento di fine rapporto, della contribuzione a carico del datore di lavoro e del lavoratore, oppure ex lege. Inoltre potrebbe essere proposto un nuovo periodo generalizzato di silenzio-assenso, che preveda il conferimento per legge ai fondi pensione dei flussi di trattamento di fine rapporto salvo esplicito dissenso, iniziativa di cui si parla da tempo nei tavoli di confronto tra governo e sindacati e tra gli operatori del settore. Il tutto avendo cura di salvaguardare la pari dignità tra fondi pensione negoziali nazionali e territoriali, sulla scorta del modello statuito dal decreto 252/2005, il quale prevede che, in caso di presenza di più forme pensionistiche, il trattamento di fine rapporto maturando venga trasferito, salvo diverso accordo aziendale, a quella alla quale abbia aderito il maggior numero di lavoratori dell'azienda.
D. Sul fronte della tassazione?
R. E' auspicabile che la tassazione del sistema complementare venga ulteriormente agevolata, transitando dal modello Ett (ovvero esenzione dei contributi, tassazione dei rendimenti e delle prestazioni, ndr) attualmente adottato in Italia a un modello Eet, che limiti la tassazione alla fase dell'erogazione della prestazione, esentandone la contribuzione e i rendimenti. (riproduzione riservata)