Una pensione che nasce insieme al suo titolare. L’idea è semplice: aprire una posizione di previdenza complementare già alla nascita, collegata al codice fiscale del bambino. A proporla è stata la Covip, l’autorità di vigilanza sui fondi pensione, con la commissaria Francesca Balzani che ha rilanciato: «Facciamo partire la posizione previdenziale alla nascita, così la famiglia potrà farla crescere nel tempo con piccoli contributi».
La proposta ha subito ottenuto il sostegno dell’Ania, l’associazione delle compagnie assicurative, che ne ha evidenziato il valore economico e culturale, come strumento per radicare nel Paese l’educazione al risparmio previdenziale.
In Germania una formula simile è già realtà: il sistema tedesco prevede una forma di long term care obbligatoria e piani individuali di accumulo che accompagnano il cittadino dalla nascita alla pensione.
Il principio è quello dell’anticipo: più presto si comincia, più grande sarà il montante grazie alla «magia del tasso di interesse composto», come ha ricordato Gabriele Capolino di Milano Finanza nel dibattito del Festival delle Assicurazioni e della Previdenza. Un piccolo contributo investito da giovani, nel tempo, può moltiplicarsi e garantire una vecchiaia più serena.
Ma per costruire davvero questa pensione di scorta servono anche incentivi e regole nuove. Giovanni Maggi, presidente di Assofondipensione, ha ricordato che oggi solo il 30% dei lavoratori aderisce al secondo pilastro e che, senza interventi, nel 2040 la pensione pubblica coprirà appena il 45-50% dell’ultimo stipendio. «Bisogna riattivare il semestre di silenzio-assenso, che nel 2007 fece impennare le adesioni all’80%, e aggiornare le regole fiscali ferme da venticinque anni», ha detto.
Il riferimento è al tetto di deducibilità dei contributi, bloccato a 5.164 euro (i 10 milioni di lire di allora) nonostante l’inflazione. Maggi ha chiesto inoltre campagne di comunicazione mirate ai giovani e alle donne, i segmenti meno rappresentati nella previdenza complementare.
Sulla stessa linea Sergio Corbello, presidente di Assoprevidenza, che ha sollecitato nella legge di bilancio misure per rendere automatica l’iscrizione ai fondi pensione dei nuovi assunti, con la possibilità di rinunciare (il cosiddetto opt-out). Corbello ha spinto anche per un ampliamento dei limiti agli investimenti dei fondi e per un alleggerimento delle regole sul venture capital, «così da convogliare più risorse verso l’economia reale».
Un punto cruciale riguarda poi la copertura della non autosufficienza: «Serve introdurre una long term care obbligatoria, vita natural durante, integrata nella previdenza complementare». Un passo che permetterebbe di sostenere una popolazione sempre più anziana senza gravare solo sul bilancio pubblico.
Dal mondo assicurativo arrivano già risposte concrete. Le compagnie vita offrono sempre più prodotti flessibili che combinano la protezione e l’investimento, dalle rendite temporanee alle polizze caso morte e alle coperture long term care.
Giovanni Pescatori di Cnp Vita ha spiegato che «le compagnie stanno innovando con soluzioni di accumulo e rendita che si adattano all’età e al profilo del cliente, garantendo una protezione reale contro i rischi legati alla longevità».
Anche Rossella Manfredi di Credem Vita ha sottolineato il ruolo crescente della banca-assicurazione nel seguire il cliente lungo tutto il ciclo di vita, dall’accumulo alla fase di decumulo, anch’essa da gestire in base a obiettivi personali e vita attesa.
Su questo terreno si innesta il contributo dell’Inps, che punta su educazione e consapevolezza come basi della sostenibilità futura. Il presidente Gabriele Fava ha ricordato che da quest’anno l’educazione finanziaria è entrata nelle scuole come parte dell’educazione civica, e che stanno partendo campagne informative anche nelle università.
I giovani vanno formati», ha detto, «sono la condizione perché domani esistano pensioni, welfare e crescita». Una frase che sintetizza bene lo spirito del dibattito: per garantire una vecchiaia economicamente dignitosa bisogna cominciare da subito, anzi, dalla culla. (riproduzione riservata)