Piazza Affari è diventata a tutti gli effetti un grande mercato per gli Etf. A fronte delle zero quotazioni di aziende sul mercato principale (sono state 16 sul segmento Euronext Growth Milan), da inizio anno sono stati ammessi alle negoziazioni oltre 200 Exchange-Traded-Fund.
Un dato particolarmente significativo: non solo perché testimonia il dinamismo di questi strumenti contro l’immobilismo del mercato delle ipo, ma anche perché permette di raggiungere, con poco meno di tre mesi di anticipo, il numero di quotazioni avvenute sul mercato nell’intero 2024. Lo scorso anno, alla data di oggi, i nuovi Etf erano stati 130.
Il fermento nel mercato dei fondi-indice, a Piazza Affari e nel resto d’Europa, non è certo una novità: tanto che lo scorso 30 settembre Euronext, la holding dei listini che controlla Borsa Italiana, ha annunciato il lancio del progetto Euronext Etf Europe, il primo mercato integrato di fondi (Etf) e prodotti quotati (Etp) nel continente. Un mercato in cui l’Italia sarà protagonista assoluta, visto che a Milano sono quotati oltre 2 mila dei 3.400 Etp totali del gruppo.
Tornando alle nuove quotazioni, il 2025 verrà probabilmente ricordato come l’anno della definitiva consacrazione degli Etf attivi, prodotti ibridi quotati come i tradizionali fondi-indice passivi ma gestiti secondo le logiche di stock picking dei fondi comuni. Sul totale degli Etf quotati a Milano da inizio anno più del 40%, circa 85 prodotti, rientrano in questa categoria.
E se si guarda agli ultimi ingressi sul mercato si nota come il trend degli Etf attivi sia in assoluto il primo motore dell’industria. Delle sei quotazioni di ottobre (tabella in pagina) ben cinque riguardano prodotti a gestione attiva. Tra questi c’è, ad esempio, il comparto Emerging Markets Enhanced Equity di Invesco, che seleziona società quotate dei mercati emergenti secondo un approccio multi-fattoriale che combina gli stili value, quality e momentum. Un approccio simile a quello di Schroders, che ha portato sul mercato il comparto Global Equity Active, Etf attivo che investe in azioni di tutto il mondo con caratteristiche di qualità e valore.
Un ulteriore esempio è quello di iShares (BlackRock), che il 3 ottobre ha debuttato con due Etf attivi sulle large cap americane che prevedono livelli di protezione contro le performance negative dell’indice di riferimento. Sempre nell’ambito degli Etf a gestione attiva, il 29 settembre era stato il turno di State Street (Spdr) di proporre un prodotto di nicchia: il Blackstone Euro AAA Clo che, come suggerisce l’acronimo, ha come sottostanti obbligazioni cartolarizzate in euro (i clo, per l’appunto).
Insomma, la dinamica in atto è abbastanza evidente: ora le società di gestione utilizzano lo strumento degli Etf per proporre agli investitori l’ingresso in mercati complessi tramite strumenti liquidi, magari provando a sfruttare a loro vantaggio le inefficienze tramite strategie di gestione attiva.
Ma anche i più tradizionali fondi-indice passivi stanno esplorando nuove frontiere del mercato e la prova è la quotazione, avvenuta proprio ieri, del WisdomTree Eurozone Efficient Core. L’Etf, quotato anche a Francoforte e Parigi (e da oggi a Londra), ha un indicatore di spesa annuo (ter) dello 0,2% ed è stato progettato per fornire un’esposizione del 90% ai titoli azionari a grande e media capitalizzazione della zona euro, utilizzando il restante 10% del portafoglio come collaterale per i future su titoli di Stato della stessa area. Obiettivo: offrire un’alternativa al portafoglio 60/40. (riproduzione riservata)