Non più soltanto acqua, intelligenza artificiale, robotica e cambiamento climatico. La mappa dei megatrend globali sta cambiando con forza: un avviso importante per tutti quegli investitori tematici che intorno alle tendenze secolari in atto da almeno dieci anni, in grado di avere un impatto trasformativo sulla società e una portata mondiale stanno costruendo le loro strategie di portafoglio di lungo e lunghissimo periodo.
La fotografia di come gli investimenti tematici stiano cambiando forma la offre uno studio di Ark Invest Europe relativa alla raccolta europea del 2025: il trend della difesa ha registrato più di 10 miliardi di dollari di afflussi, seguta dall’intelligenza artificiale (2,6 miliardi). Ma in questo ambito, sottolinea il global head of investment products, Rahul Bhushan, gli investitori si sono mostrati più selettivi, «concentrandosi su infrastrutture AI scalabili e applicazioni concrete in ambiti come software, semiconduttori e robotica».
Tra i megatrend più in voga lo scorso anno ci sono stati anche uranio (1,1 miliardi), Internet cinese (quasi 700 milioni) e il settore nascente del quantum computing, oltre i 550 milioni. Guardando al futuro, per Bhushan ci sono buone opportunità nel settore dello spazio, che «sta emergendo come livello fondamentale dell'economia globale, sostenendo le comunicazioni, la navigazione, l'intelligence, il monitoraggio climatico e la sicurezza nazionale».
Quest’ultimo punto è interessante perché permette di capire l’intreccio tra megatrend all’apparenza distinti: «Le strategie esclusivamente dedicate allo spazio spesso trascurano le nuove realtà della difesa autonoma e basata sul software, mentre i fondi per la difesa tendono a sovrappesare gli incumbent e sottovalutare le società innovative», analizza. «A nostro avviso però lo spazio non va più considerato come un tema secondario, ma la spina dorsale della moderna architettura di difesa e sicurezza».
Insomma, i megatrend già classificati dagli specialisti degli investimenti tematici sono tanti e in continua crescita. WisdomTree ne individua 48, raggruppati in quattro macro-aree: rivoluzione tecnologica (AI, spazio, quantum computing), cambiamenti socio-demografici (crescita della classe media mondiale, longevità), cambiamenti geopolitici (tra cui rientrano le crescenti tensioni globali e, quindi, la difesa) e pressioni ambientali (acqua, cibo sostenibile, ma anche il nucleare pulito).
In un universo così ampio sempre più case di gestione propongono agli investitori europei prodotti tematici per esporsi ai vari megatrend: oltre ai fondi comuni, anche il mercato degli Etf è attivo in questo ambito, tanto che il portale specializzato JustEtf censisce ben 487 comparti quotati tematici dotati di passaporto Ucits.
La scelta diventa pertanto cruciale. Da una parte, quella dello strumento da utilizzare, visto che anche all’interno dello stesso megatrend lo scostamento tra le performance dell’uno o dell’altro Etf (o fondo) è spesso significativo. Si prenda ad esempio l’universo degli Etf tematici sulla difesa: dei 18 disponibili per investitori europei solo sei hanno un track record di almeno un anno, e le loro performance oscillano tra un minimo del 43% e un massimo del 72%. Una differenza che impone uno studio accurato degli indici e dei loro componenti, per capire in che modo e con quali titoli si stanno effettivamente esponendo al tema di riferimento.
Intanto la piattaforma di trading e investimento eToro ha appena lanciato Key Themes & Convictions Portfolio, un portafoglio di investimento che ricerca opportunità nei megatrend costruito utilizzando Etf di Amundi. L’allocazione più ampia punta sui mercati azionari. Un terzo del portafoglio è costituito da una selezione attiva di Etf legati a tre mega-temi e ai rispettivi sotto-temi, identificati dagli esperti di Amundi come trend di lungo periodo ad alta convinzione: ambiente e risorse (i cui sotto-temi includono energie alternative, acqua, inquinamento e riciclo, filiera alimentare, risorse naturali ed energia convenzionale), cambiamento sociale e demografico (compresi cambiamenti negli stili di vita, nei consumi e nell’invecchiamento della popolazione, sanità, infrastrutture, settore finanziario e mercati emergenti), tecnologia (i cui sotto-temi includono robotica, intelligenza artificiale, IT e tecnologia dei materiali).
Dall’altra parte, è importante stabilire il tema su cui puntare. In tal senso Paolo Paschetta, equity partner e country head Italia di Pictet Asset Management, guarda con interesse al trend della «longevità: l’aumento dell’aspettativa di vita, il miglioramento della salute fisica e cognitiva e il crescente interesse verso crescita personale, benessere e viaggi stanno ridefinendo il concetto di terza età». Un megatrend che apre opportunità di investimento «in aree come la salute, l’innovazione tecnologica e la produttività», evidenzia il money manager.
Per Paschetta un megatrend è utile al portafoglio se ingloba opportunità di crescita di lungo periodo in vari settori. Due esempi sono la robotica e la transizione energetica. La prima «permette di unire la potenza dell’AI e l’operatività delle macchine, con benefici nell’automazione industriale, nella chirurgia avanzata e nell’assistenza alla persona». Il tema dell’energia pultia invece «abbraccia non solo le rinnovabili, ma tutte le tecnologie legate a elettrificazione, trasporti, stoccaggio, efficientamento e infrastrutture, offrendo una soluzione più sicura e a basso costo in un mondo sempre più energivoro».
Sulla base di considerazioni simili René Nicolodi, responsabile equities di Swisscanto, individua cinque megatrend sulla cresta dell’onda: «Economia circolare, gestione sostenibile dell’acqua, clima e transizione energetica, longevità e salute, economia digitale». Le innovazioni in questi ambiti, specifica, «offrono un forte potenziale di trasformazione industriale e delle relative catene di valore, creando quindi opportunità di investimento di lungo periodo».
E l’intelligenza artificiale? Per Nicolodi sul trend è arrivato il momento di usare un po’ di cautela: «I trend di elettrificazione legati all’AI, come l’espansione dei data center, gli investimenti nelle reti elettriche e l’automazione, restano solidi motori di sviluppo, ma le criticità sul finanziamento e sui flussi di cassa degli hyperscaler impongono un approccio selettivo, orientato alla qualità».
Nonostante la raccolta non positiva dello scorso anno, tra i megatrend che potrebbero presto tornare a spiccare il volo c’è quello della biodiversità. Sicuramente, a crederci ancora sono le case di gestione. Solo negli ultimi mesi sono stati lanciati due comparti sul trend. Il primo, targato Cpr Am (gruppo Amundi) è un comparto azionario: il Cpr Invest Biodiversity, che si pone l’obiettivo di sovraperformare l'indice Msci World nel lungo periodo (almeno cinque anni) attraverso una gestione attiva di azioni internazionali, integrando al contempo i criteri di biodiversità ed Esg nel processo di analisi e selezione dei titoli.
Il secondo comparto lo propone Arca Fondi Sgr, ed è a reddito fisso: il suo nome è Obbligazionario Governativo Biodiversity. Costruito in base a un modello di rating proprietario, il comparto attribuisce ai Paesi emittenti di bond un punteggio di biodiversità, che va da tripla C a tripla A. Il fondo investe quindi esclusivamente in emissioni Biodiversity Grade (con rating superiore a BBB-) e ha l’obiettivo di presentare un rating medio di portafoglio almeno pari ad A-. (riproduzione riservata)