Altruist, il software di intelligenza artificiale che tanto ha scosso il mondo delle banche reti in Italia, è pensato squisitamente per i consulenti indipendenti. Una categoria che non sembra temere più di tanto i pericoli dell’AI, spiega Nicola Benini, fondatore e partner di Ifa Consulting Scf.
«Nell’ambito della consulenza indipendente, clienti più tradizionali e spesso facoltosi non si fiderebbero di interloquire direttamente con l’AI, diversamente dalla clientela più giovane e meno patrimonializzata», sottolinea il consulente, che ammette di utilizzare in forma sperimentale vari chatbot per vedere come si approcciano alla costruzione di portafoglio.
«Il tema vero non è giudicare lo strumento in sé, ma la capacità di saperlo utilizzare in maniera efficace e critica: se a monte non conosci bene la materia non solo non puoi comprendere l’output offerto dalla macchina, ma non puoi neppure intuire quando sta sbagliando», continua Benini.
«L’AI non di rado commette ancora errori. Il consulente con la sua preparazione, esperienza e anche buon senso resta essenziale per interrogare la macchina e poi capire se la risposta è completa ed attendibile». Ricorre quindi a una metafora. «Se hai una patologia clinica devi continuare a rivolgerti a un medico, e non alla ChatGpt di turno: con la consulenza finanziaria vale lo stesso principio».
Risulta peraltro interessante «notare che oggi l’AI, interpellata, conferma quello che noi consigliavamo ancora molti anni fa nell’impostare un piano di accumulo o un portafoglio benchmark personalizzato spesso con Etf a basso costo».
Morale della storia. «L’AI diventa un supporto per chi sa porre correttamente le premesse alle richieste ad esempio precisando età, orizzonte temporale, risparmio mensile, obiettivi di vita. Ma poi serve il consulente per filtrare, comprendere e mettere concretamente in pratica la risposta».
Quanto agli strumenti attualmente sul mercato, «forse tra i più sofisticati ricordo Sylvia di Anthony Pompliano, una AI a supporto e gestione di grandi patrimoni privati. Sylvia, come altri, svolge in minuti o ore attività che richiederebbero giornate se non settimane come le simulazioni probabilistiche sui portafogli o stress test. Poi bisogna comprenderne il risultato, e questa è un’ altra storia», conclude Benini. (riproduzione riservata)