Oggi si dovrebbe decidere sulla nomina al vertice della Consob, che richiede una delibera del Consiglio dei Ministri con un procedimento il quale termina con un Decreto del Capo dello Stato che non è certo un atto notarile, e (forse) su quella alla presidenza dell’autorità Antitrust che richiede un provvedimento d’intesa dei presidente del Senato e di quello della Camera. In questa sede non si fanno nomi di candidati e di probabili nominati.
Se i tempi programmati saranno rispettati, oggi conosceremo almeno il nome del proposto presidente della Consob, decorsi ormai due mesi dalla fine del mandato di Paolo Savona, con un consuntivo che tuttora riscuote valutazioni molto positive per tutti gli aspetti che contrassegnano la mission del presidente e dell’authority.
Qui si intende solo esprimere l’aspettativa che i nominati siano rigorosamente in linea con i requisiti e i criteri fissati dalla legge sotto il profilo della competenza, della capacità, dell'esperienza, dell’onorabilità e, prima di tutto, manifestino una sicura autonomia intellettuale e professionale, come Savona ha insegnato e, per quel che riguarda l’Antitrust, come si ricava dall'opera svolta dal presidente Roberto Rustichelli.
Fondamentale è che il nominato non si senta tributario di chi ne ha sostenuto la nomina (partito o singolo politico che sia), ma abbia sempre di mira l’interesse generale, esercitando competenza e autonomia intellettuali.
Insomma, con l’operare dei suddetti esponenti, sono stati segnati dei livelli per tutti i testé accennati fattori dai quali non si dovrebbe in alcun modo indietreggiare con le nuove nomine di fonte diversa.
Non è di certo esclusa dall'ambito della competenza, tutt'altro, è invece necessaria la capacità di progettare anche una evoluzione dell’ordinamento delle authority, considerate, tra l’altro, le progettate modifiche riguardanti i poteri dell’Esma, l’interfaccia europea della Consob, e i poteri dell'Antitrust comunitario per la necessità di una revisione, per esempio, della normativa sugli aiuti di Stato o sulla configurazione della concorrenza in relazione all'ampliamento e integrazione dei mercati e alla sia pur oggi rallentata, e per certi versi contrastata, globalizzazione.
La piena coerenza delle nomine con i requisiti sopra indicati espressamente previsti o deducibili dai generali principi risalenti alla Costituzione, art.97, sul buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione pubblica, è fondamentale per autorevolezza che deve essere riconosciuta a chi è a capo delle istituzioni della specie e per evitare conflittualità e ricorsi che potrebbero verificarsi magari anche in occasione di specifiche decisioni dell'Authority.
Il ruolo finale che viene svolto dal Capo dello Stato è comunque assoluta garanzia perché i rischi anzidetti siano prevenuti.
Queste vicende, in particolare con riferimento alla Consob, propongono in ogni caso l'esigenza di una complessiva riforma, così come si prospetta necessaria anche per le Authority europee di cui spesso si è scritto su queste pagine. In definitiva, si può dire che si attenda, con le nomine, anche il segnale di voler seriamente avviare un processo riformatore nel settore. (riproduzione riservata)