«La trattativa è sicuramente complessa, ma si può fare e le valutazioni proseguono». Il giorno in cui Generali ha approvato i conti delle semestrale, chiuso con un utile di 2,2 miliardi, salito del 10,4% il ceo Philippe Donnet, ha fatto anche il punto sulla discussione avviata con Mediobanca dopo che Piazzetta Cuccia ha annunciato di voler lanciare un’ops su Banca Generali (oggi al 50,17% di Trieste) cedendo in cambio il 13% di azioni della compagnia. Ieri il board di Generali doveva infatti rispondere alla lettera inviata nei giorni scorsi dal ceo di Mediobanca, Alberto Nagel, che chiedeva al Leone un giudizio sull’operazione. Serviva un ok di massima, tale da poter consentire a Piazzetta Cuccia di convocare l’assemblea per il prossimo 21 agosto e portare l’ops al voto dei soci e il disco verde è arrivato.
l tema più urgente è quello della partnership distributiva che dovrà essere firmata da Generali e Mediobanca qualora Banca Generali uscirà dal perimetro di Trieste. L’ultima proposta di Piazzetta Cuccia (si veda altro articolo in pagina) è stata di circoscrivere per ora gli accordi alle sole Mediobanca e Generali, dando a Banca Generali la possibilità di aderire in un secondo momento. Inoltre non sarà più necessario un accordo vincolante di partnership strategico-industriale da rendere noto al mercato prima della pubblicazione del prospetto ma basterà «la stipula di un term sheet con Generali» entro «il penultimo giorno del periodo di adesione all'offerta». Modifiche che Generali sembra aver accolto positivamente.
«Confermiamo l’intenzione di proseguire la valutazione dell’offerta e le discussioni inerenti», hanno fatto sapere da Trieste, aggiungendo però che «prima di formulare una posizione definitiva Generali si riserva di continuare a valutare nelle prossime settimane l’offerta e la potenziale partnership industriale». Indicare i tempi è difficile, ha spiegato Donnet. Trattandosi di un'operazione con parti correlate c’è un processo articolato, «rigoroso e allineato alle best practice che rispetteremo, dall'altra parte ci sono i tempi dell'offerta. Quindi il negoziato terrà conto di queste necessità», ha detto il ceo.
L’intenzione di Mediobanca, come noto, è di convocare l’assemblea sull’ops il prossimo 21 agosto (dopo l’ok della Bce atteso per il 18 agosto), puntando alla veloce approvazione del prospetto da parte di Consob e all’avvio dell’offerta su Banca Generali prima dell’8 settembre, quando scadrà l’ops di Mps su Generali. In questa partita la compagnia punta a preservare la continuità del business, con Banca Generali che nel 2024 aveva apportato al gruppo 560 milioni di utile operativo (sui 7,3 miliardi totali). Una situazione che, visti i tempi stretti, sembra oggi mettere Generali nella migliore posizione negoziale.
Intanto sul tavolo di Donnet continua ad esserci anche la joint venture con Natixis che darebbe vita al primo asset manager europeo per ricavi (4,1 miliardi) ma che non sembra avere il favore del governo italiano. «Abbiamo concluso la fase di consultazione dei sindacati e dei dipendenti», ha detto il ceo che ha anche specificato che «l’operazione Natixis non è alternativa a Banca Generali, che non c’è nessuna connessione tra le due possibili operazioni». Al momento, «siamo concentrati nelle discussioni con la controparte. L'obiettivo è firmare un accordo vincolante dopo l'estate e poi inizieranno i processi autorizzativi, tra i quali il golden power», ha aggiunto.
Sul fonte conti la compagnia, come detto, ha chiuso il semestre con un l’utile netto salito a 2,2 miliardi (+10,4%), un risultato operativo di 4 miliardi (+8,7%) e premi lordi a 50,5 miliardi (+0,9%), grazie al forte sviluppo del segmento Danni (+7,6%), con la raccolta netta Vita positiva a 6,3 miliardi. «Un ottimo avvio del nuovo piano strategico», ha detto Donnet annunciando anche il piano di buy back da 500 milioni. (riproduzione riservata)