Per costruire un portafoglio con le società a grande capitalizzazione delle borse Usa, le big tech devono avere chiaramente uno spazio importante. Ma per Peter Bye, head of Us large and mid-cap growth equities di Ubs Asset Management, con tutte le sfide (regolamentari e non) che incombono sulle Magnifiche 7 del Nasdaq il momento attuale potrebbe essere propizio per un po' di diversificazione settoriale. E sul mercato delle grandi aziende americane i megatrend interessanti non mancano.
Domanda. Come approcciarsi alle Magnifiche 7 della tecnologia?
Risposta. Queste aziende non hanno precedenti nella storia in termini di generazione di flussi di cassa e hanno bilanci che rivaleggiano con quelli di Paesi di medie dimensioni. Il loro valore non dipende inoltre dalla Fed o dai tassi di interesse, anche se non sono totalmente scollegate dal rischio di crescita o di stagflazione. Al contempo, le Magnifiche 7 non sono creature monolitiche: Nvidia nell'ultimo anno ha più che raddoppiato il suo valore, Tesla sta scendendo, Apple è piatta. Ci sono dei rischi che vanno considerati.
D. Quali ad esempio?
R. Il primo rischio è legato al fatto che il loro strapotere nel mercato possa incrinarsi. Ad esempio, se la ricerca in tema di intelligenza artificiale di Google andasse peggio del previsto, o se Meta perdesse il proprio dominio sui social. TikTok è un ottimo esempio del potenziale sentiment transitorio e volubile della base degli utenti. Sebbene le reti installate e l'interconnessione costituiscano una barriera che viene rafforzata dall'utilizzo congiunto, il mercato non è impenetrabile. Non dimentichiamo che l'ascesa dell'intelligenza artificiale è effettivamente un grande livellatore: l'accesso al potere di calcolo si sta democratizzando e ci sono spazi per altri attori per entrare nella partita.
D. Ci sono altri elementi?
R. Il secondo aspetto è la regolamentazione. Abbiamo visto che in Europa le forti multe hanno influenzato i flussi di cassa delle big tech, e al tempo stesso negli Stati Uniti la Federal Trade Commission sta stringendo le maglie attorno alle aziende del settore. La regolamentazione è sempre stata lenta, ma senza dubbio l'attuale amministrazione americana sta cercando di interrompere il potere monopolista di queste società. In ultima analisi, tuttavia, riteniamo che queste aziende saranno sfidate da una nuova generazione di innovatori. È improbabile che gli attuali leader di mercato procedano ad acquisizioni di questi innovatori, poiché il contesto normativo per ulteriori acquisizioni da parte delle Magnifiche 7 è molto improbabile. Pertanto, è possibile che molti degli attuali operatori privati rimangano indipendenti e siano potenzialmente in grado di sfidare le grandi società come entità indipendenti.
D. Cosa guardare oltre il tech, anche in termini di valutazioni?
R. Guardando il nostro portafoglio dall'inizio dell'anno, sorprendentemente alcuni dei maggiori vincitori sono al di fuori della tecnologia. Il settore industriale, ad esempio: in particolare i nomi legati al mondo aerospaziale e della difesa. Anche i beni di consumo sono interessanti: ad esempio, in portafoglio ha fatto molto bene un'azienda innovativa attiva nel settore delle bevande energetiche, che rispetto ai nomi principali di questo mercato (Red Bull e Monster, ndr) sta facendo un piano di espansione commerciale verso soggetti che tradizionalmente sono fuori dai target di questa industria, come le donne o la popolazione latina. Le tendenze demografiche sono molto importanti in mercati di questo tipo. Un altro trend interessante, sul quale abbiamo posto la nostra attenzione, è quello dell'health living e stiamo individuando potenziali investimenti nei settori dell'assistenza sanitaria e dei consumi. Infine, crediamo in un'evoluzione verso la deglobalizzazione e in una maggiore riduzione delle catene di fornitura, combinata con l'aumento della spesa fiscale negli Stati Uniti, come dimostrano il Chip Act e l'Ira, e stiamo anche valutando idee all'interno di settori tradizionalmente ciclici come l'industria e l'elettrificazione.
D. Cosa aspettarsi sul mercato americano nei prossimi mesi?
R. L'economia americana sta rallentando un po', anche se notiamo che questa è una caratteristica e non un difetto delle azioni della Fed. L'attuale discesa suggerisce un atterraggio morbido e fornisce alla Fed una giustificazione economica per abbassare i tassi nei prossimi mesi. Le condizioni potrebbero peggiorare ulteriormente, poiché i rialzi dei tassi della Fed hanno spesso un effetto ritardato, ma questo non è il nostro scenario di base. Le fasce socioeconomiche medio-basse degli Usa stanno mostrando diversi segnali di indebolimento e un abbassamento dei tassi avrebbe un maggiore impatto positivo in questo ambito. Sebbene la Fed sia formalmente apolitica, notiamo che in autunno possa avere una discreta protezione politica per abbassare i tassi in vista delle elezioni. Continuiamo, quindi, a essere ottimisti sul mercato per il 2025.
D. Come si traduce tutto ciò in una strategia di investimento?
R. Di recente abbiamo aumentato la diversificazione del nostro portafoglio e continueremo a farlo. Penso che lentamente ci allontaneremo dalle Magnifiche 7 nel corso del tempo perché osserviamo già opportunità altrove e un continuo ampliamento del mercato. Negli ultimi due anni il mercato ponderato per capitalizzazione ha sovraperformato notevolmente il mercato in cui tutti i titoli hanno lo stesso peso: questo significa che il peso delle big tech è stato finora decisivo per la performance. Penso che tale dinamica possa iniziare a riequilibrarsi o persino a inclinarsi nell'altra direzione. Potremmo vedere un mercato più ampio con più vincitori rispetto agli ultimi anni. (riproduzione riservata)