La Nato accelera la trasformazione digitale e assegna ad Accenture un contratto da circa 200 milioni di euro che coinvolgerà anche Leonardo per realizzare il programma Protected Business Network (Pbn), la nuova infrastruttura digitale classificata dell’Alleanza. Il progetto avrà una durata di sette anni e sarà sviluppato in collaborazione con il gruppo italiano dell’Aerospazio e Difesa.
La commessa è stata annunciata il 7 luglio dal vertice di Ankara, presenti il ceo di Leonardo, Lorenzo Mariani, il general manager di Ncia, Dylan Browne e l'Emea Defence Industry lead di Accenture, Olivier Girard.
Il Pbn sostituirà le attuali infrastrutture informatiche della Nato con un ambiente multi-cloud più sicuro, standardizzato e resiliente, destinato a supportare circa 29mila utenti tra personale militare e decisori dell’Alleanza.
Per Mauro Macchi, ceo di Accenture Emea, «l’'ambizione della Nato di diventare un'Alleanza pienamente digitale rappresenta uno dei programmi di trasformazione più significativi del nostro tempo e una reinvenzione di questa portata richiede un partner di fiducia disposto ad assumersi la responsabilità dei risultati. Insieme a Leonardo, metteremo a disposizione le competenze in ambito cloud e cybersecurity necessarie per supportare la Ncia nella realizzazione di una dorsale digitale resiliente, interoperabile e pronta per il futuro, rafforzando al tempo stesso la capacità dell'Alleanza di operare e mantenere la propria leadership».
Dopo la maxi-commessa appena ottenuta sempre dalla Nato insieme a Thales per blindare le comunicazioni militari, per Leonardo questo contratto rafforza il ruolo nel settore della cyber security. Il gruppo italiano realizzerà un’architettura Zero Trust, protetta dalla propria Global Cybersec Platform, piattaforma multi-agentica basata sull’intelligenza artificiale per la difesa cibernetica, con l’obiettivo di garantire i più elevati livelli di resilienza.
«Nell’attuale scenario geopolitico, questo progetto rappresenta una tappa fondamentale per rafforzare la prontezza operativa, l’interoperabilità e la continuità delle missioni della Nato», ha dichiarato Mariani, sottolineando che il programma «consolida la leadership di Leonardo nella cybersecurity al servizio delle organizzazioni mission critical». (riproduzione riservata)