Dopo poco più di un anno dal primo rialzo dei tassi, la Banca Centrale Europea prosegue senza sosta la stretta monetaria, mettendo in campo il nono rialzo consecutivo che porta il tasso di riferimento al 4,25%. Le conseguenze più visibili di queste mosse si riflettono su mutui e prestiti che hanno visto il costo del credito lievitare. Per questo motivo la domanda di crediti nel secondo trimestre del 2023 ha toccato i minimi storici.
I rialzi dei tassi di interesse avranno ancora una volta un impatto significativo sulle rate dei mutui variabili. MutuiOnline.it ha analizzato l’impatto:
Facile.it ha analizzato invece l’impatto di un finanziamento a tasso variabile da 126.000 euro con piano di restituzione in 25 anni sottoscritto a gennaio 2022. Il tasso di partenza di gennaio 2022 era pari a 0,67%, corrispondente ad una rata mensile di 456 euro. A seguito dei diversi aumenti del costo del denaro messi in atto dalla Bce, il tasso di quel mutuo è salito notevolmente arrivando a superare, a luglio 2023, il 4,80%. Con l’ulteriore rialzo dello 0,25%, la rata mensile del finanziamento preso in esame potrebbe arrivare addirittura a 742 euro, con un aggravio di 286 euro rispetto a quella iniziale (+63%).
In questo scenario la forbice tra il fisso e il variabile continua ad ampliarsi. Secondo i dati di luglio di MutuiOnline.it la differenza tra tasso variabile medio e tasso fisso medio è di oltre 100 punti base a favore del tasso fisso (3,73% contro 4,74%). «Vien da sé che in questo momento storico è consigliato mettersi al riparo dalle oscillazioni di mercato scegliendo un tasso fisso», sottolineano gli esperti.
Non sempre, però, il tasso Euribor si muove specularmente a quello Bce e, in effetti, dal mercato iniziano ad arrivare segnali che fanno ben sperare. Stando all’analisti di Facile.it negli ultimi giorni l’Euribor, l’indice di riferimento per i mutui variabili, sta rallentando la sua ascesa e questo potrebbe essere segno di un possibile cambio di rotta nel prossimo futuro.
Il picco, secondo i futures sugli Euribor che rappresentano le aspettative di mercato, potrebbe arrivare a dicembre 2023, ma già dall’inizio dell’ultimo trimestre i mutuatari potrebbero vedere le rate stabilizzarsi.
Guardando alle aspettative di mercato (futures sugli Euribor aggiornate al 20 luglio 2023) se, come detto, l’Euribor a 3 mesi raggiungesse il suo picco a dicembre 2023 arrivando al 3,96%, ciò porterebbe il tasso del mutuo medio preso in esame a superare il 5,20%, con una rata di circa 752 euro, ovvero oltre 295 euro in più rispetto a quella di gennaio 2022. Tra settembre e dicembre l’aumento dell’indice dovrebbe però essere minimo e, con l’inizio del prossimo anno, il trend potrebbe finalmente invertirsi. Guardando alle quotazioni di giugno 2024, il tasso del mutuo medio preso in esame dovrebbe scendere al 5%. (riproduzione riservata)