Il traffico e i pedaggi in crescita in Spagna, Francia (da cui arriva oltre un terzo dei ricavi) e Cile spingono i conti di Abertis, il colosso iberico delle infrastrutture autostradali controllato in maniera paritaria da Mundys dei Benetton e da Acs (del patron madrileno Florentino Perez), che a settembre hanno iniettato 400 milioni di euro di equity nella società a supporto della strategia di crescita e del rafforzamento patrimoniale.
Il gruppo guidato da Francisco José Aljaro Navarro ha chiuso il 2025 con 6,15 miliardi di euro di fatturato consolidato, in aumento dell’1,3% sull’anno precedente, e 4,37 miliardi di ebitda (+1,9%), risultato che consentirà di girare agli azionisti 602 milioni di dividendi.
La crescita dei ricavi è stata sostenuta da un incremento generalizzato del traffico che ha registrato un aumento medio giornaliero dei flussi del 2,1%, con il ritocco verso l’alto dei pedaggi che ha ulteriormente supportato la redditività.
Nel corso dell’anno Abertis ha rinnovato il portafoglio concessioni con l’acquisizione dell’A63 francese, la piena proprietà dei tunnel Vallvidrera e Cadí in Catalogna, l’estensione a 22 anni della concessione del corridoio Fluminense in Brasile, e l’integrazione della Ruta 5 Santiago-Los Vilos in Cile.
Complessivamente, gli investimenti si sono avvicinati ai a quota 2 miliardi (concentrati su Brasile, Francia e Messico), di cui 739 milioni destinati a manutenzione e ampliamento delle infrastrutture. Stabile l’indebitamento netto a quota 22,7 miliardi. (riproduzione riservata)