Con un primo semestre 2025 da record, Moneyfarm consolida la sua posizione come uno dei principali player europei della consulenza finanziaria digitale. Crescita a doppia cifra in tutte le metriche chiave - masse, clienti, flussi netti - e una serie di iniziative strategiche pensate per rafforzare ulteriormente l’offerta, rendendo il servizio più accessibile e personalizzato. Milano Finanza ne ha parlato con Giovanni Daprà, co-fondatore e amministratore delegato della società.
Domanda. Partiamo dai numeri: come si è chiuso il primo semestre 2025 per Moneyfarm?
Risposta. I risultati sono molto positivi. Nel primo semestre dell’anno abbiamo registrato una crescita del 38% delle masse totali, che oggi superano i 6,5 miliardi di euro, e un +33% di clienti attivi, arrivando a oltre 165 mila. Ma il dato che meglio racconta la solidità della nostra proposta è quello dei flussi netti, quasi triplicati rispetto allo stesso periodo del 2024, con una crescita del 190%. Ancora più significativo l’incremento dei versamenti aggiuntivi da parte di clienti già attivi, che sono cresciuti del 280%.
D. Cosa c’è dietro questi risultati?
R. Sicuramente l’ampliamento e la diversificazione della nostra gamma di soluzioni. Abbiamo lavorato per diventare sempre più un «total wealth partner», in grado di accompagnare il cliente in tutte le fasi della gestione del proprio patrimonio. Le nostre gestioni patrimoniali in Etf restano il cuore della nostra offerta, ma negli ultimi due anni abbiamo introdotto nuove soluzioni come Moneyfarm Sicura, il Conto Titoli, e, più di recente, il Piano di Accumulo in Etf. Abbiamo anche lanciato il nostro primo portafoglio tematico dedicato alle criptovalute, costruito interamente con etp a replica fisica su bitcoin.
D. Tra le novità di quest’anno c’è anche un importante abbassamento della soglia d’ingresso. Cosa vi ha spinto in questa direzione?
R. La nostra missione è sempre stata quella di rendere la finanza accessibile. Per questo motivo abbiamo deciso di ridurre la soglia minima per accedere alle gestioni patrimoniali da 5 mila a 2.500 euro. È una decisione che ci consente di intercettare un numero ancora più ampio di risparmiatori, anche tra i più giovani o tra chi si avvicina per la prima volta al mondo degli investimenti.
D. L’accessibilità però non riguarda solo il capitale minimo, ma anche la qualità del servizio. Come state evolvendo in questa direzione?
R. Abbiamo introdotto un nuovo modello di servizio a livelli, che consente di personalizzare il grado di consulenza e supporto in base agli obiettivi e alla complessità del portafoglio del cliente. Ogni livello ha vantaggi diversi, pensati per accompagnare l’evoluzione patrimoniale nel tempo. Per i clienti con portafogli superiori ai 100 mila euro, abbiamo introdotto anche la figura del Wealth Advisor dedicato: un professionista esperto che conosce la storia finanziaria del cliente e lo affianca in modo continuativo.
D. I dati mostrano anche un crescente interesse per il Conto Titoli e per la partnership con Poste Italiane. Quali considerazioni su questi fronti?
R. Il Conto Titoli ha avuto una crescita straordinaria: +455% anno su anno, con masse medie per cliente praticamente raddoppiate. È una soluzione molto apprezzata, perché offre libertà di scelta in un contesto di semplicità operativa e fiscalità agevolata. Anche la partnership con Poste Italiane ha dato risultati eccellenti, con un incremento di sei volte della raccolta netta rispetto al primo semestre 2024.
D. Parlando di investitori, ci sono segnali interessanti dal punto di vista demografico?
R. Sì, assolutamente. Le donne investitrici sono aumentate del 31% e oggi rappresentano circa il 30% della nostra clientela. Inoltre, notiamo una forte presenza di Millennial (30-44 anni), che oggi costituiscono il 38% dei nostri clienti, e una crescita importante della Generazione Z (+23%), ora pari al 10%. Sono dati che indicano una maggiore consapevolezza e voglia di costruire un futuro finanziario più solido.
D. Anche il ruolo dei consulenti sembra rafforzarsi, nonostante la centralità degli strumenti digitali. È così?
R. Esatto. La nostra piattaforma digitale, con sito e app, resta il primo punto di contatto, ma abbiamo visto un +50% di interazioni tra clienti e consulenti nei primi sei mesi dell’anno. Questo dimostra quanto sia importante la componente umana, soprattutto quando il patrimonio cresce in valore e complessità.
D. In sintesi, qual è oggi il posizionamento di Moneyfarm sul mercato e quali sono le ambizioni future?
R. Oggi siamo l’unica realtà in grado di offrire un’alternativa credibile sia alle piattaforme di trading che ai modelli di consulenza tradizionali e ci proponiamo come il partner di lungo termine nella gestione del patrimonio. Il 2025 ci sta confermando che questa direzione è quella giusta. Continueremo a innovare per rispondere a bisogni sempre più sofisticati, rimanendo fedeli alla nostra missione: rendere l’investimento accessibile, comprensibile e al servizio delle persone. (riproduzione riservata)