{mfimage}
I lettori di fumetti ricorderanno la sfida tra i due paperi più ricchi del mondo: Zio Paperone, che spende il suo denaro solo se è sicuro che non perderà un centesimo, e l’eterno rivale Rockerduck, cultore del rischio estremo. Alla fine Paperone vince sempre, ma Rockerduck lo tampina e spesso ne insidia il primato.
La trama non è troppo distante dalla realtà: dopo Warren Buffett, il guru dello stile value («L’investimento deve essere razionale: se non lo capite, non lo fate» è il suo motto) negli ultimi 10 anni è nata una generazione di sfidanti che fanno esattamente il contrario: rischiano tutto. Bloomberg ha stilato la classifica dei 10 Paperoni (o Rockerduck) della nuova finanza, con tre criteri: non essere presenti tra i primi 300 più ricchi al mondo nel 2013, non aver ereditato il patrimonio, non avere più di 70 anni o non essersi ritirati dalle proprie iniziative imprenditoriali.
{mfimage}
Il proprietario del fondo hedge Citadel è alla posizione numero 35 tra i miliardari globali, secondo solo a Buffett nel settore finanziario. Nel 2022 Citadel ha messo a segno un utile record da 16 miliardi di dollari: il fondo più famoso del gruppo, Wellington, ha registrato una performance del 38%. Convinto Repubblicano, è molto attivo con le donazioni: ultima in ordine di tempo, quella da 1,5 milioni per sostenere una candidata al Senato in Alaska.
Classe 1956, Yass deve la sua immensa fortuna a due scommesse vincenti: Susquehanna International Group, società fondata nel 1987 e attiva nel trading quantitativo, soprattutto di derivati; e TikTok. Yass è stato uno dei primissimi a credere nella cinese ByteDance, casa madre del social network preferito dai giovanissimi. Allo scorso novembre Yass deteneva circa il 7% del più grande unicorno al mondo (225 miliardi di valore).
{mfimage}
La sua fama lo precede: nato in Cina nel 1977 ma di nazionalità canadese, CZ (così viene chiamato nella comunità blockchain) è il fondatore di Binance, la più grande borsa di criptovalute al mondo. Salito agli onori delle cronache lo scorso novembre per il suo ruolo di lupo travestito da agnello in occasione del fallimento della rivale Ftx, sul finire del 2022 ha anche versato (tramite Binance) circa 500 milioni di dollari per sostenere l’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk.
{mfimage}
Gli appassionati di basket conosceranno senz’altro questo miliardario, proprietario della franchigia Nba dei Cleveland Cavaliers. Rispetto ai suoi colleghi Gilbert si dedica a un business più tradizionale: è infatti proprietario della Rocket Mortgage, la più grande società di mutui ipotecari negli Stati Uniti. Che non se la sta passando troppo bene: nel primo trimestre di quest’anno la capogruppo, Rocket Companies, ha registrato una perdita netta di 411 milioni a fronte di 666 milioni di ricavi.
Nato mercante di cotone, Kotak è oggi il banchiere più ricco di tutta l’India, a capo della Kotak Mahindra Bank. Negli anni Ottanta, quando il Paese era ancora chiuso e arretrato, rifiutò un posto in una multinazionale per dedicarsi alla finanza. È tra i pionieri dell’investment banking e del wealth management in India.
Dopo una carriera da banker tech in Goldman Sachs ha deciso di dedicarsi ai capitali di rischio. Ha fondato il fondo di private equity Vista, che investe solo in imprese focalizzate su software e big data. La società ha di recente acquisito Duck Creek (insurtech) per 2,6 miliardi.
Nel 2022 nero per i mercati l’ex fondo hedge BlueCrest di Platt, ora convertito in family office per potersi prendere più rischi possibili, ha messo a segno una performance del 153%: merito della scommessa (vinta) sulla vendita massiccia di titoli di Stato in tutto il mondo dopo le strette delle banche centrali.
Dopo oltre un decennio a fianco di George Soros, con cui ha lanciato l’attacco alla Banca d’Inghilterra nel 1992, ora Druckenmiller guida il Duquesne Family Office (anche questo nato come fondo hedge). Quest’anno, scrive il Financial Times, sta scommettendo forte contro il dollaro Usa, dopo che, ha detto, «il più grande fallimento della mia carriera è stato non aver capito il rally dello scorso anno».
Poche le informazioni che si hanno su questo miliardario, fondatore e capo del principale sito di informazione e assistenza per trader in Cina, East Money Information. Il marchio di fabbrica? «Veste abiti sportivi, jeans e sneakers», scrive Bloomberg nella sua (breve) biografia.
Chiude il parterre un altro nome legato alla pallacanestro: Tom Gores, al secolo Tewfiq Georgious, nato a Nazareth nel 1964. Oltre a possedere la franchigia Nba dei Detroit Pistons, ha fondato Platinum Equity, fondo di private equity con sede a Beverly Hills specializzato in leveraged buyout. (riproduzione riservata)