Nuovi sviluppi nelle vicenda Milan, che ha coinvolto l’ad Fabio Furlani e l’ex ceo Ivan Gazidis. Il fondo Elliott è pronto nuovamente a rispondere a tutte le cause che Blue Skye ha avviato, in varie giurisdizioni, nel corso dell’ultimo anno contro il fondo di Paul Singer e che ha portato all’ultima indagine nei confini nazionali.
Quella italiana è solamente una delle cause avviate da Blue Skye negli ultimi mesi, alle quali il fondo Elliott ha risposto nel settembre del 2023 con un atto di accusa penale privata in Lussemburgo, con il quale gli americani hanno accusato Blue Skye e i suoi rappresentanti di reati tra cui ricatto, estorsione e false dichiarazioni fraudolente a sostegno delle sue azioni legali contro la vendita.
Proprio in Lussemburgo, come riporta Calcio e Finanza, nelle prossime settimane si dovrebbe tenere un’udienza in cui si riaprirà lo scontro. In particolare – stando a quanto riporta il sito specializzato – secondo Elliott, Blue Skye ha formulato accuse calunniose e diffamatorie al fine di ottenere concessioni superiori ai suoi diritti contrattuali. Secondo le accuse del fondo, questi si configurano come reati di ricatto ed estorsione. Inoltre, sempre secondo il fondo statunitense, Blue Skye avrebbe depositato consapevolmente documenti fuorvianti avviando procedimenti con l’intento di ingannare i giudici lussemburghesi al fine di ottenere una decisione a suo favore. Decisione che – secondo Elliott – non avrebbe ottenuto altrimenti.
Dai documenti, specifica sempre Calcio e Finanza, emergono anche accuse di violazioni dei doveri fiduciari nei confronti di Giovanni Caslini (in passato nel board di Rossoneri Sport Investment, veicolo che controllava il Milan e il cui 100% era controllato a sua volta da Project Redblack, della quale il 4,27% era nelle mani di Blue Skye) e nei confronti dei managing partner di Blue Skye, Salvatore Cerchione e Gianluca D’Avanzo. Elliot ha fatto sapere a più riprese di non essere intenzionato a cedere a minacce o a intimidazioni, ribadendo che avrebbe continuato a difendersi «vigorosamente in tutte le restanti cause, in ogni tribunale e in ogni giurisdizione, per quanto tempo ciò possa richiedere». (riproduzione riservata)