Meta sta progettando l'avvio di un'attività nel mercato del cloud computing per vendere capacità di calcolo per l'AI a clienti esterni, entrando così in concorrenza diretta con i leader del settore cloud, Amazon Web Services, Microsoft Azure e Google Cloud, Ibm.
La notizia è stata interpretata positivamente dai mercati, con il titolo Meta che guadagna oltre l’8% in apertura. Crollano contemporaneamente i titoli del settore come Nebius (-14%) e Coreweave (-11%).
Secondo quanto riferisce Bloomberg, che cita persone informate sulla vicenda, il progetto è stato denominato internamente Meta Compute e punterebbe a monetizzare la potenza di calcolo inutilizzata derivante dai massicci investimenti infrastrutturali in chip e data center del colosso dei social network. La gestione dell'iniziativa è invece affidata a Santosh Janardhan, responsabile delle infrastrutture di Meta, insieme a Daniel Gross, il manager a capo dei Meta Superintelligence Labs, e alla presidente di Meta, Dina Powell McCormick.
Meta starebbe considerando due opzioni. Un piano prevede la vendita dell'accesso a diversi modelli di intelligenza artificiale ospitati sull'infrastruttura AI esistente di Meta, sul modello Bedrock di Aws. In questo caso, Meta gestirebbe i data center e i chip che alimentano i modelli AI, inclusi i propri modelli Muse Spark, e addebiterebbe il costo per l'accesso. Una seconda possibilità è invece la concessione dell'accesso alla capacità di calcolo grezza, sul modello CoreWeave.
Un portavoce di Meta ha rifiutato di commentare le indiscrezioni. I piani dell'azienda sono ancora in fase di definizione ed è possibile che la strategia possa cambiare. Meta ha fatto dello sviluppo della superintelligenza artificiale una priorità assoluta e ha alzato i suoi investimenti in conto capitale per il 2026 fino a 145 miliardi di dollari, con un focus sul potenziamento delle infrastrutture per l'intelligenza artificiale. L'ingresso nel settore del cloud viene visto come un modo per recuperare parte di quell'investimento, di fronte all'enorme richiesta di capacità di calcolo per i data center. (riproduzione riservata)