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Mercedes alza l’utile ma taglia la guidance, la Cina pesa: 700 milioni di svalutazioni
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Mercedes alza l’utile ma taglia la guidance, la Cina pesa: 700 milioni di svalutazioni

28 luglio 2026, 08:30 Ultimo aggiornamento: 12:18

Il gruppo tedesco chiude il secondo trimestre con un ebit in crescita del 22% a 1,55 miliardi e sale in borsa. La divisione auto però soffre la crisi di vendite in Cina, svaluta 704 milioni e rivede al ribasso le previsioni per l’anno

Mercedes migliora la redditività nel secondo trimestre ma soltanto grazie ai tagli ai costi. E intanto la crisi del mercato cinese continua a frenare il business delle automobili e costringe il gruppo tedesco a rivedere al ribasso le prospettive per il 2026. La casa di Stoccarda ha chiuso il periodo aprile-giugno con un ebit di gruppo di 1,55 miliardi di euro, in crescita del 22% rispetto agli 1,27 miliardi dello stesso periodo del 2025, mentre l’utile netto è salito del 13% a 1,09 miliardi. I ricavi sono invece scesi del 3,3% a 32,06 miliardi.

Jefferies ha parlato di risultati complessivamente migliori del previsto con la maggior parte dei target annuali che è stata confermata. Nel secondo trimestre il margine operativo nel settore auto, parametro molto seguito dal mercato, è sceso di 1,1 punti percentuali su base annua, attestandosi al 4%. Gli analisti temevano in media un calo ancora più marcato e questo ha spinto il titolo in borsa, dove a Francoforte guadagna il 5% in scia alla trimestrale.

L’ebit è di poco inferiore alle attese degli analisti

Il risultato operativo è stato sostenuto soprattutto dall'andamento della divisione furgoni, dei servizi finanziari e da una plusvalenza di 131 milioni di euro legata alla prevista cessione della società di leasing Athlon. L’ebit è però rimasto leggermente inferiore alle attese degli analisti, che prevedevano circa 1,6 miliardi.

«Nonostante un contesto di mercato impegnativo siamo rimasti sulla giusta rotta nel secondo trimestre, continuando ad avanzare con il più grande programma di lanci della nostra storia», ha commentato l’amministratore delegato Ola Källenius, annunciando però un’ulteriore accelerazione delle misure di efficientamento nella seconda parte dell’anno.

La Cina continua a pesare: svalutazioni per 700 milioni

Il vero punto debole resta la divisione auto. L’ebit rettificato è sceso del 26%, fermandosi a 909 milioni, con un margine operativo ridotto dal 5,1% al 4%, mentre l’ebit riportato è crollato a soli 49 milioni dopo una svalutazione da 704 milioni relativa alle partecipazioni cinesi contabilizzate con il metodo del patrimonio netto.

La svalutazione, precisa il gruppo, non ha avuto impatto sulla cassa, ma fotografa le difficoltà del primo mercato automobilistico mondiale, dove Mercedes continua a scontrarsi con l’intensificarsi della concorrenza dei costruttori locali e con una domanda ancora debole. Nel trimestre le consegne in Cina sono crollate del 30%, mentre in Europa sono aumentate del 4% e negli Stati Uniti del 10%. Complessivamente Mercedes ha venduto 417.765 automobili, in calo rispetto alle 453.674 di un anno prima. Escludendo la Cina, le vendite globali sarebbero invece cresciute del 2%.

Un miliardo dalla cessione di quote Daimler Truck

Per la prima volta dopo lo spin-off, Mercedes ha anche venduto quote della sua ex filiale di veicoli commerciali Daimler Truck. Nel secondo trimestre ha incassato 417 milioni grazie alle vendite effettuate tra aprile e giugno, come spiegato dal cfo Harald Wilhelm in conference call.

A luglio, secondo il manager, la società ha poi ceduto ulteriori titoli per un valore di circa milioni. Complessivamente, Mercedes ha così ottenuto circa un miliardo dalla cessione di quote di Daimler Truck

Tagliate le previsioni: ricavi e vendite sotto il 2025

Alla luce del peggioramento dello scenario, Mercedes ha rivisto le stime per l’intero 2026. Il gruppo prevede ora ricavi e vendite di auto leggermente inferiori rispetto al 2025, mentre in precedenza stimava un andamento sostanzialmente stabile. La casa tedesca ha inoltre confermato  di voler intensificare il programma Next Level Performance, che punta a ridurre ulteriormente i costi. Le spese amministrative sono diminuite del 14%, quelle per ricerca e sviluppo del 12%, mentre il costo del venduto della divisione auto è sceso del 7%. Dopo aver ridotto i costi fissi di circa il 25% dal 2019, Mercedes ha avviato da giugno nuove misure di produttività a livello globale, con particolare attenzione agli stabilimenti tedeschi.

La strategia è simile a quella perseguita anche dagli altri costruttori premium tedeschi. Volkswagen sta lavorando a una profonda ristrutturazione industriale per contenere i costi, mentre Bmw ha già annunciato l’intenzione di rafforzare i programmi di efficienza dopo aver rivisto al ribasso gli obiettivi di redditività.

Bene le elettriche e raffica di nuovi modelli. E si punta sulla difesa

Sul fronte commerciale arrivano però alcuni segnali positivi. Le vendite delle auto elettriche Mercedes sono aumentate del 51% nel trimestre, trainate da un balzo dell’87% in Europa, mentre gli ordini europei di modelli Bev sono più che raddoppiati. Il gruppo continua inoltre a portare avanti il più ampio piano di lanci della propria storia, con oltre 40 nuovi modelli previsti tra il 2025 e il 2027. Tra i principali debutti figurano la nuova CLA, la GLB, la versione elettrica della GLC e della Classe C, oltre al rinnovamento della gamma ad alte prestazioni AMG e dei modelli Maybach.

Mercedes ha infine annunciato l’intenzione di rafforzare anche la presenza nel settore della difesa. La società ha firmato un memorandum d’intesa con la tedesca Tytan per valutare lo sviluppo di veicoli militari basati sulla Classe G e sullo Sprinter, destinati ad applicazioni come la difesa anti-drone e le unità mobili di comando, confermando il crescente interesse dell’industria automobilistica europea verso il comparto della difesa. (riproduzione riservata)



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