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Megatrend sostenibili
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Megatrend sostenibili

Milano Finanza - Numero 113 pag. 37 del 08/06/2024

Creare valore per gli investitori, evitare il pericolo di greenwashing e contribuire alla creazione di un mondo migliore. Per Didier Rabattu, global head of equities di Lombard Odier Im (Loim), è possibile conciliare questi tre aspetti in un investimento sostenibile. Purché cambi il paradigma stesso con cui si costruiscono i portafogli.

Domanda. Esiste una differenza tra pratiche Esg e sostenibilità?

Risposta. Sono due concetti diversi. La sostenibilità è un percorso di crescita nato dalla rivoluzione green, è un vero e proprio cambiamento del modo in cui funziona l'economia. Le pratiche Esg indicano invece le azioni che le aziende mettono in atto a concretamente. Ad esempio, una società di semiconduttori a livello interno può adottare pratiche Esg come una maggiore inclusione di giovani e donne nel management, beneficiando al contempo del più ampio trend di sostenibilità dato dalla crescita dei veicoli elettrici.

D. Perché alcune grandi società di gestione americane si stanno allontanando dai programmi Esg?

R. Perché temono di essere messe sotto accusa dai singoli Stati. Pensiamo al Texas, che è un grande produttore di petrolio. Come fa un grande operatore finanziario a gestire un grande fondo pensione texano ed esprimersi in modo esplicito contro il petrolio? Si sta però parlando sempre di criteri Esg, non di sostenibilità.

D. Come vi approcciate agli investimenti sostenibili?

R. Abbiamo scelto un approccio di cambiamento del sistema. Ci sono problemi innegabili da affrontare: il cambiamento climatico, o la minaccia alla biodiversità. Per contrastare questi problemi bisogna trasformare completamente il modo in cui produciamo e vendiamo beni e servizi. L'esempio più evidente è quello del complesso energetico: negli ultimi 150 anni abbiamo avuto un approccio basato sull'estrazione, dal carbone al petrolio. Adesso è iniziato il passaggio a un sistema economico basato sull'elettrificazione: ad oggi l'elettricità costituisce il 22% della produzione totale di energia, ma si suppone che tra 20-25 anni costituirà tra il 40% e il 50%.

D. Quali sono i temi più forti oggi?

R. L'energia elettrica si può produrre in vari modi: con il nucleare, con l'eolico, con le tecnologie solari. Per questi approcci servono due ingredienti: le attrezzature industriali, con relative infrastrutture, e la tecnologia. Il nuovo sistema richiede un elevato utilizzo di tecnologia. Settore per settore e tema per tema, valutiamo quali saranno le principali direttrici della trasformazione del mondo. E questa rivoluzione si rifletterà anche sulla composizione degli indici: oggi le energie tradizionali, petrolio in primis, rappresentano il 5% del Msci World, ma prevediamo che la quota possa scendere a zero entro il 2050, mentre sarà sostituita dai settori tecnologico e industriale.

D. Avete costruito una mappa?

R. Di base abbiamo individuato tre o quattro grandi cambiamenti sistemici e 15-20 punti caldi. Le aziende legate a queste attività cresceranno, le altre potrebbero scompariranno. È il principio base del capitalismo. Come investitori, dobbiamo capire in quali settori aumenterà in modo sproporzionato il bacino di profitti nei prossimi anni, e investire in questi.

D. Oltre all'elettrificazione, quale altro bacino di profitto avete individuato?

R. L'automotive è uno di questi. La trasformazione non riguarda solo i veicoli elettrici, e quindi la nascita di nuovi costruttori e la conversione di quelli tradizionali, ma anche la componentistica. Un motore elettrico è più semplice da costruire e spreca meno energia dei motori endotermici. Ancora una volta però questi motori sono ricchi di tecnologia, e quindi il settore tecnologico sarà ancora una volta centrale. E poi c'è il filone della guida autonoma, che tra dieci anni potrebbe valere più di 1.000 miliardi di dollari.

D. Altri esempi?

R. Il settore immobiliare può essere influenzato da un altro megatrend. Pensiamo a quanto è cambiato il concetto di hotel con l'emergere delle piattaforme di affitti brevi. Con il prezzo di una camera si può affittare un intero appartamento. E poi c'è stato, con il Covid, l'arrivo dello smart working, che sta portando le aziende a ripensare i propri spazi di lavoro. Questo è peraltro il motivo per cui c'è una crisi immobiliare commerciale negli Stati Uniti: un terzo delle proprietà commerciali non viene utilizzato al 100%. Un altro settore che ci interessa e che è critico per natura è quello alimentare: al supermercato oggi, quando si acquista un prodotto confezionato, si sta in realtà pagando per la pubblicità, il trasporto, l'imballaggio, lo stoccaggio e l'intensità di lavoro, ma non si paga ai produttori il giusto prezzo che consentirebbe un'agricoltura rigenerativa. Per l'intera catena alimentare e di consumo, ci aspettiamo un profondo cambiamento di sistema, simile a quello energetico.

D. Come valutare i fondamentali delle imprese in cui investite?

R. Il principio di base è semplice: ciò che è complicato è la possibile dicotomia tra crescita dei ricavi e crescita degli utili, che non coincidono necessariamente. Ad esempio, negli ultimi 50 anni i ricavi delle compagnie aeree sono cresciuti molto, ma la redditività non è sempre stata al passo. Lo stesso può valere per le case automobilistiche o per i pannelli solari, perché si tratta di nuovi operatori del settore. Ad ora, la maggior parte di essi si trova in Cina, che sta schiacciando la concorrenza. Potrebbe quindi accadere che la crescita dei ricavi non si traduca in un aumento degli utili: dobbiamo capire quali aziende, quali sotto-settori e quali temi non solo beneficeranno di una forte crescita, ma registreranno anche un forte aumento degli utili. (riproduzione riservata)



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