L’appuntamento è per questa mattina, martedì 21 ottobre, quando gli assicuratori riuniranno il Comitato esecutivo dell’Ania, l’associazione di categoria presieduta da Giovanni Liverani, per trovare il modo di dare il loro contributo alla manovra 2026 nella maniera più indolore possibile.
L’intenzione del governo, come annunciato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani nell’intervista rilasciata a MF-Milano Finanza il 18 ottobre, è di dare alle compagnie la possibilità di scegliere le modalità dell’intervento, come è stato del resto per le banche. Nelle bozze della legge di Bilancio c’è già un aumento di due punti percentuali dell’Irap anche per le imprese assicurative al 7,9% che dovrebbe concretizzarsi in un aumento del gettito tra 150 e 200 milioni. Ma bisogna fare di più e arrivare ad almeno un miliardo.
Gli assicuratori non sembrano intenzionati a cedere sull’aumento dell’aliquota fiscale, dal 2,5 al 12,5% per le coperture auto per gli infortuni del conducente che, secondo un’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, dovrebbe valere in via retroattiva negli ultimi 10 anni. Il conto, come anticipato nei giorni scorsi da MF-Milano Finanza, sarebbe proprio di un miliardo ma gli assicuratori sono convinti che l’interpretazione dell’Agenzia sia sbagliata e vogliono tenere l’argomento fuori dalla manovra.
Meglio ragionare su anticipi di tasse piuttosto che su incrementi strutturali. La soluzione potrebbe essere un intervento più incisivo sull’anticipo dell’imposta di bollo sulle polizze unit linked che era stato introdotto con la manovra 2025 ed era stato spalmato fino a giugno 2028. Dal bollo quest’anno sono già arrivati 1,25 miliardi, 300 milioni più del previsto.
Quella scadenza del 2028 potrebbe essere quindi anticipata con le assicurazioni che anticiperebbero tasse future chiedendo in cambio, per un altro anno, la proroga della sterilizzazione delle minusvalenze a bilancio. Anche perché se quella proroga non ci sarà le compagnie avranno a conto economico meno utili su cui pagare le tasse, il che non conviene neppure al governo. (riproduzione riservata)