La crisi del Mar Rosso si aggrava e continua a causare disagi nel settore shipping. L’ultimo dato lo fornisce lunedì 6 maggio il colosso danese del trasporto marittimo Maersk, che stima una perdita di capacità di trasporto marittimo del 15-20% sul mercato dall'Estremo Oriente al Nord Europa e al Mediterraneo durante il secondo trimestre. «La complessità della situazione nel Mar Rosso si è intensificata negli ultimi mesi», informa la società. «Per salvaguardare il nostro equipaggio, le nostre navi e il vostro carico, nel prossimo futuro stiamo effettuando una deviazione attorno al Capo di Buona Speranza. Tuttavia, la zona di rischio si è ampliata e gli attacchi si stanno estendendo sempre più al largo. Ciò ha costretto le nostre navi ad allungare ulteriormente il viaggio, con conseguenti tempi e costi aggiuntivi per portare il carico a destinazione per il momento».
Maersk ha archiviato il primo trimestre con 12,4 miliardi di dollari di ricavi, -13% rispetto allo scorso anno, con l’ebitda sceso da 4 a 1,6 miliardi e l’ebit sceso da 2,3 miliardi a 177 milioni di dollari. Dati negativi, ma meglio delle attese: alla Borsa di Copenhagen il titolo è salito del 2,74% (ma in dodici mesi ha perso il 18%).
La scorsa settimana l’ad di Maersk, Vincent Clerc, ha detto al Financial Times che non vi è alcun segno di allentamento delle tensioni e che la crisi potrebbe protrarsi fino al 2025. «Possiamo vedere che la situazione nel Mar Rosso non sarà di breve durata, ma durerà almeno nella seconda metà dell’anno. Non siamo molto ottimisti sul fatto che passeremo presto per Suez», ha raccontato.
Nel Mar Rosso da novembre le navi commerciali e militari (tranne quelle russe e cinesi) sono bersagliate dai missili e droni del gruppo militare yemenita Houthi, che gode del sostegno economico e militare dell’Iran in quella che viene definita una reazione di solidarietà al popolo palestinese nella striscia di Gaza. I portavoce del gruppo Houthi hanno recentemente dichiarato che oltre al Mar Rosso bersaglieranno anche l’Oceano indiano e il Mediterraneo. Da novembre-dicembre Maersk e altre compagnie di navigazione hanno dirottato le navi intorno al Capo di Buona Speranza in Africa, provocando un aumento delle tariffe di trasporto a causa delle tratte più lunghe. L’Occidente ha reagito a questi attacchi: gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno lanciato la missione Prosperity Guardian, mentre l’Unione Europea ha lanciato la missione difensiva Aspides, che coinvolge Francia, Grecia, Germania e l’Italia, presente con il cacciatorpediniere Duilio. Ma la guerra si sta rivelando molto più impegnativa del previsto. Il capitano della fregata francese Alsace aveva dichiarato alla stampa francese che «tutto l’equipaggio è esausto» e che la Marina francese non ha affrontato una battaglia così dura sin dalla Guerra del 2011 in Libia.