Nel suo primo mese di negoziazione, il WisdomTree Europe Defence Ucits Etf (WDEF), lanciato l'11 marzo 2025, ha superato 1 miliardo di dollari di asset under management. Il risultato sottolinea la forte convinzione degli investitori nella trasformazione a lungo termine della difesa europea ed evidenzia il posizionamento senza pari del fondo sul mercato in qualità di unico Etf incentrato esclusivamente sulle società europee del settore della difesa.
“Gli investitori si stanno orientando verso Etf dedicati alla difesa europea per ottenere un'esposizione mirata a un settore sostenuto dalla spesa pubblica a lungo termine e da iniziative di autonomia strategica. Il superamento della soglia di 1 miliardo di dollari nel primo mese la dice lunga sulla fiducia degli investitori nella trasformazione a lungo termine della difesa europea”, ha commentato Adrià Beso, Head of Distribution di WisdomTree in Europa.
L'Etf propone una strategia che fornisce un accesso mirato alle società meglio posizionate per trarre vantaggio dai cambiamenti strutturali nella spesa per la difesa e l'autonomia strategica dell’Europa. Allo stesso tempo, contribuisce a veicolare gli investimenti nel settore della difesa della regione senza compromettere i principi di investimento responsabile. L'indice replicato dal WDEF mira a escludere le società coinvolte nella produzione di armi controverse vietate dal diritto internazionale, quali munizioni a grappolo, mine antiuomo, armi biologiche e chimiche, nonché armi all'uranio impoverito e al fosforo bianco. L'indice esclude inoltre le società che violano le norme e gli standard internazionali, quali le linee guida delle Nazioni Unite e dell'Ocse, o che sono soggette a sanzioni da parte dell'Onu, dell'Ueo degli Stati Uniti.
“Quando si investe in Etf legati al settore della difesa, è fondamentale guardare oltre il nome del prodotto ed esaminare le partecipazioni e le regioni sottostanti. Questo aiuta gli investitori a comprendere la vera natura della loro esposizione, ad esempio se si concentra esclusivamente su società europee che promuovono cambiamenti strategici a lungo termine nel settore della difesa della regione o se si tratta semplicemente di un'esposizione globale. Tale approccio può inoltre aiutare gli investitori a capire se alcune società hanno sede in paesi soggetti a sanzioni”,
ha concluso Beso.