L’annuncio dell’amministratore delegato di Leonardo, Lorenzo Mariani, di voler coinvolgere Mbda nella piattaforma Michelangelo Dome mette in luce la joint venture missilistica partecipata con una quota del 25% in un assetto azionario che comprende Airbus (37,5%) e Bae Systems (37,5%).
Per la società, che sta completando il rinnovo della governance e ampliando la capacità produttiva, la novità è arrivata dal Salone aerospaziale di Farnborough (Londra), dove ha presentato i nuovi programmi per la difesa aerea, tra cui il Counter Mass Interceptor (Cmi), progettato per intercettare sciami di droni e altre minacce a basso costo.
Il Michelangelo Dome, uno dei progetti di punta di Leonardo, è lo scudo di difesa integrata con cui il gruppo punta a proteggere infrastrutture critiche e città da missili, droni e attacchi combinati, mettendo insieme sotto un’unica regia le diverse tecnologie.
Tornando a Mbda, da novembre 2026 Jean-Brice Dumont succederà a Eric Béranger alla guida della jv. Il rinnovo del management era iniziato nei mesi scorsi in Italia, con la nomina di Renzo Tosini a executive vice president Sales & Business Development e managing director di Mbda Italia, in sostituzione proprio di Mariani, nominato nel frattempo al vertice di Leonardo.
L’avvicendamento coincide con una fase di forte crescita della joint venture. Sotto la guida di Béranger i ricavi sono raddoppiati, da circa 3 a quasi 6 miliardi di euro, il portafoglio ordini è salito da 18 a 44 miliardi e l’organico è cresciuto da 12 mila a 22 mila dipendenti. Oggi Mbda detiene circa il 15% del mercato missilistico mondiale, con oltre 50 sistemi in servizio e più di 30 programmi in sviluppo.
In Italia la società conta oltre 2.500 dipendenti nei siti di Roma, Fusaro, La Spezia, Pomigliano d’Arco e Torino, impegnati nello sviluppo e nella produzione dei principali sistemi missilistici. L’ampliamento della capacità produttiva rappresenta una delle priorità del gruppo per sostenere una domanda in costante crescita.
Accanto al Counter Mass Interceptor, al Salone di Farnborough Mbda ha presentato anche il lanciatore Sl-Asraam per la difesa aerea e il missile Spear 3, confermando il rafforzamento del portafoglio nei sistemi destinati a rispondere ai nuovi scenari operativi. La joint venture è anche sotto i riflettori di Mediobanca: gli analisti la indicano tra le società meglio posizionate per beneficiare dell’aumento della spesa Nato.
La banca d’affari richiama l’iniziativa da 50 miliardi di euro annunciata al vertice di Ankara di luglio per sviluppare le capacità europee di attacco di precisione a lungo raggio, e sottolinea come Mbda possa contare su un portafoglio ordini con elevata visibilità e su una presenza consolidata proprio in questo settore e, più in generale, in quello della difesa aerea, due segmenti destinati ad assorbire una quota crescente dei nuovi investimenti. (riproduzione riservata)