A fine marzo il patrimonio dei risparmiatori seguiti dalle reti di consulenza si attesta a 1.003 miliardi di euro, in crescita del 9,4% su base annua. La piccola flessione trimestrale (-0,4%), spiega Assoreti in una nota, è riconducibile esclusivamente «alla volatilità dei mercati finanziari innescata dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran, che tuttavia non ha compromesso la solidità complessiva del sistema».
La componente finanziaria e assicurativo-previdenziale del portafoglio, certifica l’associazione di categoria presieduta da Massimo Doris, è arrivata a 866 miliardi e rappresenta l'86,3% del patrimonio totale.
In dettaglio, i prodotti del risparmio gestito raggiungono 618 miliardi (+9,6% annuo), con un'incidenza del 61,6% sulle masse totali, mentre gli strumenti finanziari amministrati si attestano a 248 miliardi, con un peso del 24,7% sul portafoglio complessivo.
Infine la quota di portafoglio coperta dal servizio di consulenza con fee specifica si attesta a 157 miliardi di euro, con una crescita dell'1,1% rispetto a fine dicembre e un'incidenza del 15,7% sul patrimonio totale (+0,2%).
«La tenuta del patrimonio affidato alle reti, nonostante una fase di forte volatilità dei mercati internazionali, conferma la solidità di un modello fondato sulla diversificazione, sulla pianificazione di lungo periodo e su una relazione di fiducia costante con il risparmiatore», afferma Doris, che sottolinea anche come «è proprio nei momenti di maggiore incertezza che emerge ancor più il valore della consulenza finanziaria: la capacità di restare investiti con consapevolezza, specie durante le turbolenze, rappresenta spesso il principale fattore di successo nel percorso di crescita del risparmio». (riproduzione riservata)