
I family office raggiungono nuovi gradi di pofessionalità, ma sono preoccupati di riuscire a implementare la corretta governance per affrontare le sfide future.
Lo afferma lo studio internazionale realizzato a luglio 2024 dalla società di consulenza Ocorian sulla base di 309 interviste (a risposte multiple) poste a responsabili di family office di 25 Paesi di tutto il mondo (Italia compresa) che gestiscono complessivamente circa 155 miliardi di dollari.
Le risposte fornite alla survey indicano come l'85% dei responsabili di family office negli ultimi cinque anni abbia rilevato una significativa crescita della professionalità a livello di governance, di operatività e di gestione dell'infrastruttura, con un picco del 19% che indica una professionalità "molto maggiore" e, dal lato opposto, il 15% che invece sostiene che "era già professionale e non aveva bisogno di migliorare molto".
La crescita di professionalità percepita in ambito governance sarebbe però stata raggiunta attraverso vie differenti. Circa il 53% degli intrervistati ha infatti fatto riferimento allo sviluppo di un piano di transizione della leadership, mentre il 48% ha rafforzato o introdotto un protocollo per la regolamentazione dei rapporti interni.
A questi si aggiunge il 46% che spiega di essersi assicurato il supporto di collaborazioni maggiormente professionali, unitamente al 45% che "ha rafforzato il team dirigenziale che gestisce il family office".
Il 41% afferma poi di aver lavorato meglio sulla gestione e lo sviluppo del portafoglio di investimenti, reso "più diversificato", mentre il 40% ha rafforzato la compliance fiscale e legale.
Leggermente inferiore come percentuale di risposte è la via della filantropia, percepita evidentemente anche come modalità di integrazione della governance; in questo caso, poco più di un terzo degli intervistati (34%) ha affermato di aver intrapreso (o di aver rafforzato) questa strada. Infine, solo l’11% ha affermato di avere migliorato il controllo sugli asset del family office.
La crescita delle professionalità nei processi di governance è quindi il primo fondamentale passo per affrontare in modo sereno le sfide che i family office si trovano di fronte. I miglioramenti introdotti sono infatti una risposta manageriale non solo ai problemi che una società di asset management si trova ad affrontre quotidianamente, quanto più la pianificazione per la gestione delle sfide future.
Quali sono quindi le sfide che i professionisti dei family office intervistati vedono davanti a loro? La sintesi dei risultati della survey può essere visionata nella tabella che segue. La necessità per i responsabili di avere una governance corretta (in particolare gestire bene la complessa governance normativa) è quasi un plebiscito: ben l'86% degli intervistati, infatti, vi si riconosce.
Quanto alla possibilità di affrontare questo impegno, però, la survery rileva che "le risposte sono contrastanti": solo il 18% riconosce di essere in grado di farlo molto bene e il 65% di poterlo fare bene, mentre il 14% afferam di avere una capacità di farlo "nella media".
Segue la garanzia che il proprio portafoglio di investimenti sia gestito correttamente e allineato al profilo di rischio e rendimento (59%, oltra a un 22% che indica la coretta gestione del portafoglio in generale). La terza sfida più grande riguarda la messa in atto di un solido piano di transizione della leadership.
Le maggiori preoccupazioni del management, insomma, colgono in pieno la necessità di rafforzare i pilastri della solidità e della stabilità aziendale che, nel caso dei family office, sono proprio la governance, da una parte, e il core business, cioè la corretta gestione degli asset, dall'altra.
Non mancano infine importanti riferimenti alla necessità di mantere aggiornata ed efficiente l'infrastruttura tecnologica (40%) e di garantire ai clienti il massimo della riservatezza e della privacy (39%)