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Jozef Bala, amministratore delegato di Athora Italia
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PREVIDENZA

La pensione non basterà, ma la previdenza è ancora per pochi. L'Osservatorio Athora-Nomisma

di Giusy Iorlano
30 ottobre 2025, 02:00 Ultimo aggiornamento: 06:54

Malgrado la preoccupazione per il futuro, ancora pochi scelgono di ricorrere a strumenti di pianificazione finanziaria e previdenziale. Alla base soprattutto la scarsa capacità di risparmio

Più di tre italiani su cinque (62%) sono ormai convinti che la pensione pubblica, da sola, non sarà sufficiente a garantire un tenore di vita adeguato dopo l’uscita dal lavoro. Nonostante questa consapevolezza, solo il 38% ha già valutato o intende valutare la sottoscrizione di una forma di previdenza complementare.

A fotografare l’immobilismo degli italiani sul fronte della pianificazione finanziaria e previdenziale è la terza edizione dell’Osservatorio ‘Look to the Future’ di Athora Italia, realizzato in collaborazione con Nomisma, che evidenzia anche un calo di fiducia nella possibilità di accantonare risorse per il futuro. Un segnale però incoraggiante arriva da un altro fronte: cresce la consapevolezza del valore della consulenza finanziaria come strumento per pianificare con maggiore sicurezza la propria pensione.

La mancanza di una pianificazione finanziaria

Un paradosso che conferma come l’incertezza sul futuro non si traduca in azioni concrete di protezione e pianificazione. Alla base, c’è una insufficiente o scarsa capacità di risparmio, evidenziata dal 43% dei connazionali. E il quadro appare in deterioramento: il 44% ha infatti visto peggiorare le proprie possibilità di accantonare denaro rispetto a due o tre anni fa e, in prospettiva futura, almeno uno su quattro teme un ulteriore degrado della propria situazione finanziaria. Un pessimismo che si traduce spesso nella scelta di costruire il proprio patrimonio familiare principalmente su conti correnti e depositi o immobili, rispettivamente con il 95% e il 73% del campione a indicarli come preferiti.

Solo una minoranza ricorre invece a strumenti più adeguati per il lungo periodo: si ferma infatti al 27% la quota di chi possiede polizze pensionistiche e al 17% chi afferma di essersi orientato su polizze vita a contenuto finanziario. Eppure, le preoccupazioni legate al momento del pensionamento sono concrete: quasi un italiano su due (49%) teme di non poter sostenere spese impreviste, mentre il 39% è preoccupato di non riuscire a mantenere l’attuale tenore di vita.

«I risultati della terza wave dell’Osservatorio confermano un quadro complesso, in cui la paura per il futuro non si traduce ancora in scelte corrette di pianificazione finanziaria per il proprio domani», sottolinea Jozef Bala, amministratore delegato di Athora Italia aggiungendo che la perdita di fiducia nella capacità di risparmio e la scelta di accantonare prevalentemente in liquidità o immobili rendono le famiglie più vulnerabili».

La sfiducia nel sistema pubblico

Non solo, a ciò si aggiunge la sfiducia nel sistema pubblico che spinge il 37% degli italiani a valutare la possibilità di posticipare il momento del ritiro dal lavoro, principalmente per continuare a percepire uno stipendio (48%) o per avere una pensione più alta (46%). Tra gli italiani che hanno già sottoscritto una pensione complementare, il 36% ha scelto un piano individuale pensionistico, strumento questo preferito soprattutto dalle donne (45%) rispetto agli uomini (30%). Tra chi ha solo valutato la sottoscrizione, il 37% non ha ancora un’idea chiara sulla forma da scegliere, evidenziando una fase ancora embrionale nel processo decisionale. I consulenti di una compagnia assicurativa o di una banca restano gli interlocutori più apprezzati da coloro che si informano sulla pensione complementare.

La ricerca in generale sottolinea l’importanza del ricorso a figure specializzate: oltre la metà degli italiani si affida a un consulente o esperto finanziario per le proprie scelte di investimento, un dato questo che sottolinea il ruolo imprescindibile della consulenza nella gestione del risparmio e nella pianificazione previdenziale. «Il fatto che oltre la metà degli italiani apprezzi un supporto consulenziale dedicato per indirizzare le proprie scelte di investimento sottolinea l’importanza di guidare persone e famiglie verso decisioni concrete sui temi del risparmio e della previdenza, per costruire un futuro più protetto e consapevole», conclude Bala. (riproduzione riservata)



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