La donna accusata di essere al centro di una delle più grandi frodi di criptovalute al mondo è ora nella lista dei 10 fuggitivi più ricercati del Federal Bureau of Investigation, secondo fonti dell'agenzia.
Ruja Ignatova è accusata di aver gestito uno schema piramidale a livello mondiale che ha fruttato oltre 4 miliardi di dollari dal 2014 al 2016 attraverso la presunta criptovaluta OneCoin, secondo quanto raccolto dalle forze dell'ordine.
Secondo l'Fbi, la Ignatova, nota tra i suoi seguaci come la Cryptoqueen, avrebbe istruito persone di tutto il mondo a inviare denaro ai conti OneCoin per acquistare la criptovaluta. Ma OneCoin non era scambiata attivamente e non poteva essere usata per acquistare nulla. I procuratori federali hanno affermato che si trattava piuttosto di uno schema piramidale (una sorta di catena di Sant’Antonio, ndt) con il denaro dei nuovi acquirenti che affluiva alla Ignatova e ad altri che vendevano la valuta nei primi giorni.
Secondo quanto riportano le accuse, OneCoin ha fatto così tanti soldi che la Ignatova e gli altri venditori più importanti non sapevano quasi dove metterli. Li hanno accumulati in contanti in uffici e appartamenti in Bulgaria, Hong Kong, Dubai e Corea del Sud. Hanno concesso prestiti e li hanno investiti ad Abu Dhabi in scuderie per cavalli da corsa purosangue.
La Ignatova, una bulgara che in passato ha lavorato per McKinsey & Co. è stata incriminata da un gran giurì federale nel 2017, ma rimane a piede libero.
Secondo l'Fbi, nell'ottobre 2017 si è recata in Grecia dalla Bulgaria, dove aveva sede l'entità alla base dello schema della frode. "Si ritiene che Ignatova viaggi con guardie armate", ha precisato l'agenzia.
L'Fbi offre una ricompensa fino a 100 mila dollari per informazioni che portino al suo arresto.
