L’Aula della Camera ha respinto la mozione di sfiducia individuale nei confronti della ministra del Turismo, Daniela Santanchè. L’esito del voto conta 206 no, 134 sì e un astenuto. La decisione è arrivata dopo una lunga discussione tra i banchi di Montecitorio, dove anche la ministra ha scelto di parlare.
«Mi trovo oggi a rispondere per la seconda volta a una mozione di sfiducia anche se questa ha per oggetto fatti, tutti da verificare, che sono antecedenti al mio giuramento da ministro», ha detto in Aula, sottolineando di avere «fiducia nella magistratura». E poi ha aggiunto: «Non riuscirete mai a farmi diventare come voi o pensare come voi, avrò sempre il tacco a spillo, il sorriso sulle labbra, sarò battagliera, perché sono felice di vivere».
Valutare le dimissioni? «Lo farò dopo l’udienza preliminare di marzo con me stessa ma senza nessuna pressione, costrizione o paventati ricatti, solo rispetto per il governo, per l’amore che ho per il mio partito, dove certo non vorrò mai diventare un problema, ma essere una risorsa».
Daniela Santanchè è stata rinviata a giudizio per falso in bilancio nell’inchiesta sulla società Visibilia ed è in attesa dell’udienza (fissata il 26 marzo) sulla presunta truffa ai danni dell’Inps, dove la ministra è accusata di aver percepito indebitamente 126.468 euro, erogati in 20.117 ore di cassa integrazione Covid a 13 dipendenti delle sue società, tra il 2020 e il 2022. Vicende giudiziarie che hanno spinto l’opposizione a chiedere le dimissioni della ministra.
«In quest’aula sembra che si possa raccontare la qualunque senza nemmeno approfondire cioè che dovrebbe essere evidente a ogni parlamentare. Spero sia ignoranza o malafede. Io non mi sento sola, anzi: ringrazio i tanti colleghi che sono con me e non mi sento sola neanche in Italia perché nella battaglia del garantismo ci sono la maggioranza degli italiani», ha detto la ministra.
L’intervento di Santanchè è stato interrotto diverse volte da esponenti delle opposizioni che hanno rumoreggiato in segno di protesta durante alcuni passaggi del suo discorso, mentre dalla maggioranza si sono levati applausi per la ministra. Diverse le presenze sui banchi del governo: i ministri Foti, Ciriani, Calderoli, Abodi, Bernini e Roccella.
Poi la ministra passa al contrattacco. «Nelle mie borse non c'è paura», ha detto replicando alle notizie di stampa secondo cui avrebbe comprato e regalato a Francesca Pascale, ex moglie di Berlusconi, borse di lusso «false». «E lo dico senza problemi: ho una collezione di borse. Mio padre che era ottavo figlio di contadini mi ha insegnato una cosa: si ruba solo quello che si nasconde e io non ho nulla da nascondere. Io sono l’emblema di quello che detestate: sono una donna libera, porto i tacchi alti e vesto bene. Voi non volete combattere la povertà, volete combattere la ricchezza». (riproduzione riservata)