La Banca Mondiale ha cancellato la pubblicazione di un importante Report che valutava il grado di attrattività di un paese per il mondo del business, dopo che un'indagine esterna ha concluso che alcuni ex alti dirigenti della banca avevano fatto pressione sui responsabili della ricerca per alterare i dati della classifica riguardanti la Cina e altre nazioni.
I vertici della World bank indicati nell’indagine includono l'allora capo esecutivo della Banca Mondiale, Kristalina Georgieva, ora direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, e l'allora presidente della World Bank, Jim Yong Kim.
Doing Business è stato oggetto di un'indagine esterna sull'integrità dei dati del rapporto. Giovedì 16, la banca ha rilasciato i risultati di tale indagine, secondo cui alti dirigenti della banca, tra cui la signora Georgieva, sono stati coinvolti nell’opera di pressione sugli economisti allo scopo di migliorare la classifica della Cina relativa al 2018. All'epoca, la Georgieva e altri dirigenti stavano cercando di convincere la Cina a sostenere un aumento dei finanziamenti alla Banca.
L'ambasciata cinese a Washington non ha risposto finora a una richiesta di commento, così come l’ex presidente Kim. Ha parlato invece la Georgieva, che si è detta "Fondamentalmente in disaccordo con i risultati e le interpretazioni dell'indagine sulle irregolarità dei dati in relazione al mio ruolo nel rapporto Doing Business della Banca Mondiale del 2018".
Doing Business è stata per molto tempo una pubblicazione di punta per la Banca Mondiale, che accanto alla sua missione principale di finanziamenti ai paesi poveri conduce anche ricerche economiche. La pubblicazione annuale del rapporto attirava l'attenzione dei media di tutto il mondo, e i paesi facevano a gara per migliorare la loro classifica, apportando modifiche alle loro politiche pro-business.
Per anni, il rapporto è stato considerato un successo, perché motivava i governi a migliorare la capacità delle imprese di ottenere licenze, connettersi all'elettricità o pagare le tasse - tutti fattori considerati nella classifica.
Secondo il rapporto investigativo dello studio legale WilmerHale, i funzionari cinesi nel 2018 erano desiderosi di migliorare la loro classifica, e così Kim, la Georgieva e il loro staff avevano tenuto una serie di incontri per discutere i modi in cui la metodologia del rapporto potesse essere modificata per migliorare la classifica della Cina.
Alla fine, il team aveva identificato tre punti per aumentare il punteggio della Cina, sempre secondo le conclusioni del rapporto investigativo. Per esempio, la Cina aveva approvato una legge relativa alle transazioni garantite, per esempio quelle relative alla concessione di un finanziamento con garanzia. Lo staff della Banca Mondiale aveva deciso che potevano soddisfare i propri vertici conferendo alla Cina un miglioramento significativo del suo punteggio relativo ai diritti legali, motivato appunto con la legge approvata.
I dipendenti della Banca Mondiale sapevano che i cambiamenti erano inappropriati, ma "la maggioranza dei dipendenti di Doing Business con cui abbiamo parlato ha espresso il timore di subire ritorsioni", dice il rapporto investigativo, che prosegue indicando che, anche se il processo di raccolta dei dati del rapporto fosse terminato, gli economisti della Banca Mondiale avevano riaperto le tabelle e alterato i dati della Cina, che invece di posizionarsi all'85esimo posto tra i paesi del mondo, era risalita al 78esimo proprio grazie a quelle alterazioni. Una serie di piccole modifiche dettagliate nel rapporto investigativo aveva anche influenzato le classifiche di Azerbaijan, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita.
"C'era un'enorme discrezione da parte del personale della Banca Mondiale combinata con una posta in gioco molto alta per i paesi clienti della Banca Mondiale, che venivano nominati e svergognati dai media in base ai loro risultati, e ciò è una ricetta tipica per l’interferenza politica", ha detto Justin Sandefur, senior fellow del Center for Global Development, che ha a lungo criticato il rapporto Doing Business.
Le preoccupazioni su Doing Business sono diventate pubbliche per la prima volta nel 2018, quando il capo economista della Banca Mondiale, Paul Romer, aveva riferito, in un'intervista al Wall Street Journal, la sua preoccupazione che il rapporto fosse suscettibile di campagne di alterazione dei dati per scopi politici. Romer aveva detto di non aver fiducia in una serie di cambiamenti metodologici che avevano migliorato la classifica del Cile sotto i governi conservatori e danneggiatola sotto i governi socialisti.
La Banca Mondiale aveva negato che il rapporto fosse stato manipolato, e Romer si era dimesso poco dopo.
Dopo la scoperta delle irregolarità dei dati nel 2020, la banca ha interrotto la pubblicazione del rapporto e ha commissionato l'indagine esterna.
