L’Uzbekistan, che dal 1924 al 1991 ha fatto parte dell’Unione Sovietica, ha compiuto un passo decisivo nel proprio percorso di integrazione nei mercati finanziari globali. Il 13 maggio 2026 il Fondo Nazionale di Investimento dell’Uzbekistan (Uznif) ha completato la più grande Ipo nella storia del Paese, diventando il primo emittente uzbeko a quotare simultaneamente le proprie azioni alla Borsa di Londra e alla Borsa nazionale di Tashkent.
L’Ipo ha raccolto circa 603,6 milioni di dollari, attribuendo al fondo una valutazione di circa 1,95 miliardi. L’offerta è stata sottoscritta oltre quattro volte, con una forte domanda da parte degli investitori istituzionali internazionali. Tra i cornerstone investors figurano BlackRock, Franklin Templeton, Redwheel e Allan & Gill Gray Foundation, che hanno impegnato complessivamente circa 300 milioni di dollari. Un ruolo centrale nell’operazione è stato svolto da Franklin Templeton, nominato trustee e gestore professionale degli asset del fondo dal ministero dell’Economia e delle Finanze dell’Uzbekistan.
Lunedì 18 maggio sono iniziate ufficialmente le negoziazioni sia sul mercato londinese sia su quello domestico alla borsa di Tashkent, consentendo agli investitori internazionali e locali di accedere a un portafoglio diversificato di asset statali uzbeki attraverso un unico strumento finanziario. L’offerta iniziale è stata fissata a 25 dollari per Gdr (un raggruppamento azionario di 64.700 titoli ordinari, ndr). Al momento dell’apertura dei mercati a Londra, lunedì 18 i certificati hanno scambiato subito in rialzo a 27,5 dollari, segnando un incremento immediato del 10% che si è consolidato durante la seduta. Venerdì 29, Uznif ha chiuso alla Borsa di Londra in rialzo dello 0,8% a 29,75 dollari.
Uznif detiene partecipazioni in 13 grandi imprese statali attive nei settori dell’energia, dei servizi pubblici, delle telecomunicazioni, del banking e dei trasporti, con un valore patrimoniale netto stimato in 2,44 miliardi di dollari alla fine del 2025. Tra gli asset principali figurano Uzbekistan Airways, Uzbektelecom, Uzbekhydroenergo, le infrastrutture ferroviarie e Sqb Bank. Il settore dei trasporti rappresenta il 32,4% del portafoglio del fondo, seguito da energia, telecomunicazioni, utilities e banking.
A proposito di Uzbekistan Airways, è interessante ricordare che lo scorso ottobre, l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti per le partnership globali, Paolo Zampolli, è riuscito a convincere il governo uzbeko a incrementare gli acquisti di aerei Boeing dall’iniziale valore di 8 miliardi di dollari a ben 20 miliardi. «Mi sono bastati 20 minuti», ha proclamato Zampolli sui social.
Il debutto sui mercati di Uznif arriva al termine di quasi un decennio di profonde riforme economiche. Dal 2017 l’Uzbekistan ha intrapreso un percorso di transizione verso un’economia più aperta e integrata, rimuovendo le restrizioni alla conversione della valuta estera e legalizzando le operazioni in valuta anche attraverso l’abolizione del doppio regime di cambio. Nello stesso periodo, il pil pro capite è passato da 1.781 a 3.900 dollari, la disoccupazione è scesa dal 10,5 al 4,9% e i redditi reali delle famiglie sono aumentati di oltre l’83%.
Il Paese ha inoltre raggiunto la fase finale dei negoziati per l’adesione all’Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto). In questo contesto, le esportazioni sono aumentate di 2,7 volte tra 2017 e 2025, passando da 12,9 a 35,5 miliardi di dollari.
«Le relazioni economiche tra Uzbekistan e Italia», ha dichiarato Abat Fayzullaev, ambasciatore della Repubblica dell’Uzbekistan in Italia, «stanno attraversando una fase di forte espansione, sostenuta dalla crescita dei flussi commerciali e da una presenza imprenditoriale italiana sempre più qualificata nei settori chiave dell’economia uzbeka».
«L’Italia rappresenta un partner strategico fondamentale per l’Uzbekistan», ha sottolineato Fayzullaev, «nel proprio processo di modernizzazione economica, grazie al contributo delle imprese italiane in termini di know-how, innovazione e qualità produttiva, in particolare nei settori di energia, manifatturiero, agroindustria e infrastrutture. Si tratta di una cooperazione che si sta consolidando progressivamente su basi sempre più strutturate e di lungo periodo». (riproduzione riservata)