L'Oréal torna a sorprendere il mercato. Il colosso francese della cosmetica ha chiuso il secondo trimestre 2026 con vendite in crescita del 6,3% su base comparabile - sopra le attese degli analisti — e il titolo ha risposto con una crescita del 2,2% nella seduta odierna, portando il guadagno degli ultimi cinque giorni al 6,5%. A Parigi, L'Oréal è salita dell’8% da inizio anno, consolidando il ruolo di seconda società francese per capitalizzazione di borsa. Un confronto impietoso con la rivale americana Estée Lauder, che nello stesso periodo ha perso circa il 20%.
I risultati del secondo trimestre confermano la solidità del modello di business costruito dal ceo Nicolas Hieronimus: crescita in tutte le divisioni — con la sola eccezione della luxe, seconda per dimensioni, che ha mancato le stime — e in tutte le aree geografiche. Il Nord Asia, che include la Cina, ha accelerato del 4,5%, un segnale significativo dopo la quasi-stagnazione dell'anno precedente. I mercati emergenti mostrano slancio crescente, sostenuti da un calendario d'innovazione sempre più ricco.
Le due divisioni protagoniste del trimestre sono i prodotti professionali per parrucchieri e la bellezza dermatologica, entrambe in crescita a doppia cifra. È proprio da questi due segmenti che arrivano le storie più interessanti — e più inattese — della trimestrale.
La divisione Professional Products — che comprende marchi come Kérastase, Redken e L'Oréal Professionnel — ha vissuto un trimestre forte, trainata da una domanda in decisa espansione tra i professionisti del settore. I parrucchieri chiedono prodotti sempre più sofisticati e i consumatori sono disposti a pagare di più per i risultati.
Un acceleratore inatteso è arrivato dalla moda: la tendenza verso i capelli lunghi, tornata prepotentemente sulle passerelle e sui social, ha rilanciato l'appeal dei brand haircare premium. Kérastase ne è l'esempio più visibile — i suoi spot con l'attrice Sydney Sweeney hanno contribuito a rafforzare il posizionamento aspirazionale del marchio presso le consumatrici più giovani.
C'è un dettaglio che ha catturato l'attenzione degli investitori, i farmaci GLP-1 per la perdita di peso, come Ozempic e Wegovy, hanno un effetto collaterale: la caduta dei capelli. Un numero crescente di persone che assumono questi farmaci, sempre più diffusi negli Stati Uniti e in Europa, si rivolge a prodotti specifici per il trattamento e il rinforzo dei capelli.
Hieronimus, intervistato da Bloomberg Television, ha confermato che questo fenomeno sta già contribuendo positivamente alla domanda di prodotti haircare. In questo modo un megatrend sanitario — la rivoluzione degli agonisti del GLP-1 — si traduce in un driver di crescita per la cosmetica professionale. L'Oréal, con la sua gamma di trattamenti specifici per la caduta dei capelli all'interno del portafoglio Kérastase, è posizionata bene per catturare questo flusso di domanda.
L'altra divisione protagonista è la Dermatological Beauty, che riunisce marchi venduti prevalentemente in farmacia come CeraVe, La Roche-Posay e SkinCeuticals. Anche in questo caso la crescita è a doppia cifra, con il lancio di CeraVe Sun — la nuova linea di protezione solare del brand americano — indicato come uno dei principali driver del trimestre.
Il ceo Hieronimus ha citato La Roche-Posay tra i quattro brand che più contribuiscono alla crescita complessiva, insieme a L'Oréal Paris, Kérastase e Yves Saint Laurent.
Gli analisti di Bloomberg Intelligence mantengono una visione costruttiva sul titolo. La tesi centrale è che l'accelerazione delle vendite nel 2026 rifletta un calendario d'innovazione più ricco e una tecnologia in avanzamento, elementi che supportano una valutazione del titolo a 27 volte gli utili attesi — in linea con i concorrenti del settore cosmetico — ma con potenziale di rialzo.
Tre i catalizzatori identificati: il mercato americano, ancora solido; la Cina, dove i segmenti premium della bellezza stanno crescendo e i mercati emergenti, dove L'Oréal sta accelerando il ritmo dei lanci. Le tensioni in Medio Oriente rappresentano un rischio limitato, con un'esposizione diretta ai prezzi del petrolio contenuta.
A rafforzare le prospettive di lungo periodo, l'acquisizione di Kering Beauté completata ad aprile aggiunge un'importante opportunità di crescita nel segmento delle fragranze — uno dei pochi comparti del lusso che ha mostrato resilienza anche nei trimestri più difficili. Il portafoglio di brand leader nel settore, conclude Bloomberg Intelligence, supporta una crescita profittevole a un ritmo di 1,3-5 volte superiore a quello del mercato della bellezza, stimato al 4,5-5% nel 2026, con margini superiori e una generazione di cassa solida per investimenti, acquisizioni e buyback. (riproduzione riservata)