L’interesse intorno all’educazione finanziaria è cresciuto esponenzialmente nel nostro Paese negli ultimi anni. Si sono moltiplicate le iniziative che puntano ad equiparare il benessere finanziario a quello fisico e psicologico. Va dunque affermandosi un paradigma chiaro: l’educazione finanziaria è una forma di investimento del capitale umano.
Molti passi in avanti sono stati compiuti e il giusto merito va riconosciuto anche all’esecutivo in carica (basti pensare al ddl capitali attentamente seguito nel suo complesso iter dal consigliere economico della premier, Renato Loiero) ma occorre ora realizzare un ulteriore scatto, immaginando un’alleanza e un patto che integri vari settori – non solo finanziari ed economici – nella diffusione di questa importante competenza.
Nel suddetto ambito occorre citare ad esempio il ruolo centrale delle casse di previdenza private, poiché previdenza, risparmio e sostenibilità sono indissolubilmente connesse.
Feduf (la Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio presieduta da Stefano Lucchini) è impegnata da oltre 10 anni nel tessere progettualità, iniziative e collaborazioni non solo con gli istituti bancari ma anche con aziende pubbliche e private - oltre agli strategici media partner come MF - a favore dell’educazione finanziaria.
L’attività delle banche è preziosa poiché è da intendersi al servizio del tessuto sociale, ragion per cui il loro sostegno a iniziative per la promozione della consapevolezza finanziaria riveste un ruolo primario e reale.
Tuttavia la cooperazione racchiude un sistema valoriale che impone di non limitare la funzione sociale al solo soddisfacimento del proprio pubblico di riferimento, anzi, chiama a diffondere il benessere raggiunto anche con altri attori.
Anche per questo occorrerà sempre di più coinvolgere realtà centrali come le fondazioni bancarie, le aziende pubbliche e private, i fondi di investimento, le casse di previdenza e le piattaforme legate agli investimenti.
Diviene quindi sostanziale trasferire quanto prima ai giovani le abilità finanziarie utili per affrontare il loro futuro. Solo dei risparmiatori adeguatamente informati e consapevoli possono infatti acquisire una maggiore conoscenza dei prodotti e fare scelte responsabili.
L’aumento dell’aspettativa di vita, i sistemi pensionistici sempre più incerti e fragili, oltre alle continue trasformazioni del mercato del lavoro, impongono alle giovani generazioni la necessità di possedere competenze economiche.
Acquisire le basi per un uso consapevole del denaro è fondamentale per prevenire problemi come l’indebitamento incontrollato, la gestione inefficace delle risorse e il rischio di truffe o decisioni finanziarie azzardate.
Infine il ruolo e il rapporto con le università e le scuole riveste un significato peculiare poiché anche la letteratura scientifica conferma ampiamente come il principio economico convenzionale, in merito alle decisioni di risparmio e spesa, implica la capacità dello stesso di formulare piani di allocazione economica ottimali durante il proprio ciclo di vita.
Questi modelli per funzionare debitamente devono necessariamente basarsi su una conoscenza finanziaria approfondita che consenta di formulare ed eseguire piani e decisioni complesse. Purtroppo il numero di individui che possiede solide capacità finanziarie risulta insufficiente, mentre solo un italiano su quattro considera economia e finanza ambiti di formazione prioritari (indagine Ipsos Etica e denaro).
Occorre quindi invertire questo trend partendo da un’intesa che sempre di più possa federare i vari attori coinvolti e miri a rendere partecipi altri interpreti centrali come, ad esempio, le casse di previdenza private, i fondi e le piattaforme di investimento. (riproduzione riservata)
*docente universitario e presidente
advisory board Feduf (Fondazione per
l’Educazione Finanziaria e al Risparmio)