Non solo semiconduttori e data center: l’ecosistema di investimento dell’intelligenza artificiale si espande anche verso le nuove frontiere energetiche che dovrebbero consentire all’infrastruttura di lavorare al meglio e con maggiore efficienza.
Rientra in questo filone la prima quotazione a Piazza Affari, da parte di Hanetf e Defiance, del primo Etf interamente dedicato alla fotonica. Al di là del nome che evoca una certa letteratura fantascientifica, per fotonica si intende l’hardware ottico che genera, muove ed elabora dati utilizzando la luce anziché l’elettricità. Un’infrastruttura critica per una connettività ad alta larghezza di banda e a basso consumo energetico.
L’Etf, che ha un indice di spesa piuttosto alto (0,69%) si chiama Defiance Photonics e replica l’indice Defiance Global Photonics Index, ponderato per capitalizzazione di mercato e pensato per fornire un’esposizione concentrata a società con un’esposizione significativa dei ricavi al tema della fotonica.
I titoli idonei devono avere una quotazione primaria su una borsa di un mercato sviluppato o emergente, una capitalizzazione di mercato minima di 500 milioni di dollari, un turnover medio giornaliero a sei mesi di almeno 2 milioni e un flottante minimo del 10%.
Le 20 società dell’indice sono classificate in cinque temi: componenti ottici e sorgenti luminose, semiconduttori fotonici e chip di interconnessione, sistemi ottici e networking, fonderie fotoniche e infrastrutture produttive e materiali abilitanti della fotonica.
Difficile individuare tra le prime partecipazioni nomi noti agli investitori italiani. La più grande è Ciena Corporation, azienda quotata al Nyse da circa 60 miliardi di dollari di capitalizzazione a seguito di una crescita di borsa esplosiva (455% nell’ultimo anno). Secondo gradino del podio per Lumentum Holdings: quotata sul Nasdaq, capitalizza 50 miliardi e negli ultimi 12 mesi è cresciuta di oltre il 600%. In terza piazza comparte Fabrinet: 17 miliardi di market cap e una performance borsistica a un anno intorno al 70%.
In realtà, nell’indice compaiono anche aziende più grandi a livello di capitalizzazione. Marvell Technology, per esempio, capitalizza oltre 200 miliardi ma nell’indice è solo in settima posizione.
Questo perché il provider del benchmark dell’Etf effettua anche una ponderazione in base alla quota di ricavi delle aziende derivanti dalla fotonica. Le società pure-play derivano almeno il 50% del fatturato l tema. Quelle quasi-play tra il 20 e il 50%. Infine, le società marginal-play tra il 5% e il 20%. Il portafoglio comprende le prime 20 società pure-play per capitalizzazione di mercato, con società quasi-play (e poi marginal) aggiunte in ordine di capitalizzazione di mercato se vi sono meno di 20 società pure-play idonee.
I componenti sono limitati al 10% per titolo e ribilanciati trimestralmente a febbraio, maggio, agosto e novembre. (riproduzione riservata)