Fino al 50% di traffico in meno tra giugno 2025 e giugno 2026. È il danno che alcuni editori stanno subendo da Google AI Overview, i riassunti automatici - elaborati dall’intelligenza artificiale - che compaiono in cima ai risultati di ricerca, secondo i dati di Semrush riportati dal Wall Street Journal. Questa emorragia di visitatori sta spingendo alcune autorevoli testate giornalistiche statunitensi a valutare di rivedere, se non interrompere, la loro collaborazione con Google. Tra queste ci sono Usa Today, Politico, The Economist, People Inc. e Reuters.
Usa Today, ad esempio, starebbe pensando di bloccare la raccolta di informazioni che Google effettua tramite un «crawler» (un programma automatico che esplora il web seguendo i link per leggere e scoprire nuove pagine). In questo modo gli articoli dell’omonima testata nazionale e di centinaia di testate locali controllate dal gruppo non finirebbero nei riassunti generati dall’AI di Google né nei risultati di ricerca contrassegnati dal link blu. Secondo il Wall Street Journal, gli editori lamentano nello specifico la fine dello scambio implicito che prevedeva la concessione dei contenuti a Google per l’indicizzazione in cambio di visibilità e traffico.
Secondo le statistiche di Semrush, Usa Today ha accusato una riduzione del traffico organico proveniente dagli utenti statunitensi su Google di quasi il 50% da giugno 2025. Il sito di Politico avrebbe avuto un calo di circa il 25% come quello di Cnn, mentre Business Insider registrerebbe un crollo dell’85%.
L’effetto di AI Overview sulle visualizzazioni (e, di conseguenza, sulla pubblicità online) è un problema anche per gli editori europei. I riassunti AI, introdotti a maggio 2024 negli Usa, sono infatti arrivati anche nel Vecchio Continente, Italia inclusa, lo scorso anno. A inizio 2026 l’European Publishers Council, che riunisce i rappresentanti di diversi editori editori (tra cui il gruppo italiano Gedi), ha presentato una segnalazione formale all’antitrust europeo.
Anche l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) italiana ha chiesto l’intervento dell’Unione Europea, invocando il Digital Services Act (Dsa), e un’indagine della Commissione Ue è in corso da dicembre 2025 per verificare se Google abbia rispettato le regole nell’utilizzo di contenuti coperti da copyright. (riproduzione riservata)