Per Italo arriva un segnale di apertura dalla Germania. L’operatore italiano dell’alta velocità attendeva proprio in questi giorni una pronuncia dell’Agenzia federale tedesca per le reti (Bundesnetzagentur) sul ricorso contro l’operatore locale Deutsche Bahn e il gestore delle infrastrutture Db InfraGo. E oggi una posizione è arrivata direttamente dal presidente Klaus Müller, che ha detto al quotidiano tedesco Handelsblatt che l’ente intende «agevolare l’ingresso di Italo».
Dalla pronuncia favorevole dell’Agenzia dipende l’avvio degli investimenti di Italo nel mercato tedesco, a partire dal contratto da 3,6 miliardi di euro con Siemens per la fornitura di 30 treni. Nel cronoprogramma ideale, delineato qualche mese fa quando Italo ha annunciato l’intenzione di entrare in Germania nel 2028, la firma del contratto era prevista entro il 30 giugno.
L’agenzia delle reti tedesca prevede che Db InfraGo non possa assegnare a una singola impresa più del 60-75% delle capacità su tratti di linea ad alto carico nella definizione annuale degli orari. Sui corridoi ad alta densità di traffico con limiti di capacità prestabiliti, tra cui gli snodi di Monaco e Francoforte, InfraGo dovrà garantire che almeno un concorrente di Db Fernverkehr possa operare. «Rafforziamo la concorrenza nel trasporto a lunga percorrenza», ha affermato Mueller. «Per i clienti ferroviari la concorrenza significa migliore qualità e prezzi più bassi».
Italo fa sapere che «prende atto con soddisfazione» della posizione dell’Agenzia e che analizzerà nel dettaglio la decisione definitiva appena sarà disponibile. Il gruppo confida che anche l’Autorità Antitrust (Bundeskartellamt), la Commissione Monopoli (Monopolkommission) e il Comitato Consultivo per l’Infrastruttura Ferroviaria (Eisenbahninfrastrukturbeirat) condividano la stessa impostazione.
L’obiettivo di Italo è iniziare con i primi viaggi tra due anni, collegando 18 città su circa 1.300 chilometri di rete ferroviaria. L’azienda prevede di offrire 50 collegamenti al giorno lungo le direttrici Monaco-Colonia-Dortmund e Monaco-Berlino-Amburgo.
Per riuscirci la società ha preso contatti con Siemens per la fornitura e la manutenzione dei mezzi necessari. Tuttavia, a fine aprile l’amministratore delegato di Italo Gianbattista La Rocca aveva lanciato l’allarme sui tempi dell’Agenzia tedesca: per il gruppo italiano - aveva detto l’ad - era «assolutamente necessario» avere un quadro chiaro di tratte e orari disponibili «entro maggio» in modo da finalizzare il contratto con Siemens «entro giugno».
L’ingresso di Italo in Germania si inserisce in un contesto di progressiva apertura del mercato dell’alta velocità, non senza difficoltà e ritardi. Anche l’altro operatore italiano del settore, il gruppo Fs, ha grandi progetti di espansione: a partire dalla Francia, dove opera già con la controllata Trenitalia France, intende arrivare a Londra portando i suoi treni av sotto la Manica dal 2029.
In Italia l’operatore francese Sncf ha in programma di cominciare l’attività a settembre 2027. Il gruppo ha già rimandato di un anno l’ingresso nel mercato italiano, in origine previsto nel 2026, e deve ancora risolvere alcune questioni legate ad esempio alla manutenzione dei treni. (riproduzione riservata)