Oltre 8mila imprese femminili finanziate, più di 750 milioni di euro di agevolazioni concesse e circa 950 milioni di euro di investimenti attivati. Sono i numeri con cui Invitalia misura l’impatto delle politiche di sostegno all’imprenditoria femminile negli ultimi cinque anni e che emergono dal Focus realizzato dal Centro Studi dell’Agenzia, presentato a Roma in occasione della prima edizione del premio “Le donne di ora”.
Un dato che assume particolare rilievo se si considera l’effetto leva delle risorse pubbliche: ai contributi concessi hanno fatto seguito investimenti privati per quasi un miliardo di euro, a testimonianza della capacità degli incentivi di trasformarsi in nuovi progetti imprenditoriali.
L’attività dell’Agenzia ha interessato a ben guardare una platea molto più ampia. Tra il 2020 e il 2025 sono infatti state oltre 30mila, infatti, le imprese e le idee d’impresa femminili valutate, dalle quali sono emerse le oltre 8mila iniziative poi finanziate.
Il rapporto evidenzia un doppio volto dell’imprenditoria femminile italiana.
Da una parte il Paese può vantare oltre 1,3 milioni di imprese guidate da donne, pari al 22,2% del totale nazionale, la quota più elevata in Europa. Dall’altra permane un forte squilibrio nell’accesso ai capitali destinati alla crescita.
Il dato più significativo riguarda, in particolare, il venture capital: appena il 2% dei finanziamenti raggiunge startup fondate esclusivamente da donne, un divario che continua a limitare lo sviluppo delle iniziative imprenditoriali a maggiore contenuto innovativo.
Secondo il Centro Studi Invitalia, il problema non è riconducibile esclusivamente alla disponibilità di risorse finanziarie, ma riflette criticità strutturali che comprendono il peso del lavoro di cura, gli stereotipi di genere e la minore presenza femminile nei percorsi tecnico-scientifici.
Il Focus dell’agenzia definisce l’imprenditoria femminile uno dei principali bacini di crescita ancora inutilizzati del sistema produttivo italiano.
Richiamando le stime dell’Ocse contenute nello studio The Missing Entrepreneurs, Invitalia ricorda che nei Paesi aderenti mancano oltre 34 milioni di potenziali imprenditori, dei quali circa il 75% è rappresentato da donne.
Per l’Agenzia, liberare questo potenziale significa rafforzare non solo il numero delle imprese, ma anche la competitività del sistema economico attraverso modelli di business orientati a sostenibilità, innovazione e impatto sociale.
L’analisi, costruita attraverso focus group e un’indagine che ha coinvolto oltre 700 professionisti dell’Agenzia a contatto con le imprese, evidenzia infatti come le imprenditrici mostrino una forte capacità di integrare obiettivi economici, attenzione al territorio e innovazione, trasformando vincoli organizzativi in opportunità di sviluppo.
La sola leva degli incentivi, però, non basta. La strategia indicata da Invitalia punta a costruire un ecosistema permanente a supporto dell’imprenditoria femminile, affiancando ai finanziamenti strumenti di mentorship, reti tra imprese, investitori, università e incubatori, oltre a interventi strutturali sulla conciliazione tra lavoro e famiglia e sulla diffusione delle competenze Stem.
L’obiettivo è accompagnare le imprese lungo tutto il loro ciclo di vita, superando la logica del semplice contributo all'avvio.
Nel corso dell’evento è stata assegnata anche la prima edizione del premio “Le donne di ora”, vinto da Corinna Sperandini, fondatrice della startup marchigiana Spacewear, attiva nella ricerca e sviluppo di tessili e abbigliamento per il settore aerospaziale.
Sono state inoltre conferite tre menzioni speciali: a Isabella Baldini di Loto Biotech Platform per l’innovazione, a Immacolata Carpiniello di Lazzarelle Cooperativa Sociale per l’impatto sociale e territoriale e a Michela Reale di Rinnovative per la sostenibilità, con l’obiettivo di valorizzare modelli imprenditoriali capaci di coniugare crescita economica e creazione di valore per i territori. (riproduzione riservata)