Il Tribunale Federale degli Stati Uniti per il Distretto Sud di New York ha respinto la richiesta di certificazione della class action promossa contro Salvatore Palella (fondatore e ad di Palella Holdings) e Micromobility.com, azienda di micromobilità elettrica conosciuta per il marchio Helbiz (società che è stata quotata al Nasdaq) e che ha Palella Holdings come primo azionista, nell'ambito del contenzioso relativo alla criptovaluta Helbiz Coin, lanciata nel 2018 da Salvatore Palella.
I ricorrenti, spiega una nota, non hanno presentato appello entro i termini previsti dalla legge. La decisione è pertanto divenuta definitiva, ponendo fine, dopo oltre sei anni di contenzioso, al tentativo di perseguire la causa come azione collettiva.
«Si tratta di un momento estremamente importante per me, per la società e per tutti coloro che hanno continuato a credere nella correttezza del nostro operato. Fin dal primo giorno abbiamo riposto piena fiducia nella giustizia americana e abbiamo deciso di difenderci esclusivamente nelle aule di tribunale, senza ricorrere a campagne mediatiche», ha dichiarato Salvatore Palella.
«Per oltre sei anni il mio nome e quello della società sono stati associati ad una class action priva di fondamento, che purtroppo è stata oggetto di un grande attenzione mediatica in tutto il mondo e che ha assorbito enormi risorse per la difesa non solo mia, ma anche della società e degli altri soggetti ingiustamente coinvolti. Oggi quella proposta di class action non esiste più».
«Il rigetto definitivo della richiesta di certificazione della class action rappresenta un traguardo estremamente significativo per la società», ha dichiarato Gian Luca Spriano, ceo di micromobility.com. «Possiamo ora concentrare tutte le nostre energie sull’esecuzione del piano industriale, sulla crescita del business e sulla creazione di valore per i nostri azionisti. Continueremo a operare secondo i più elevati standard di governance, trasparenza e responsabilità, mantenendo piena fiducia nella giustizia statunitense e nella correttezza del nostro operato». (riproduzione riservata)