Obbligare i social network - per legge - a dare la priorità alle notizie provenienti da fonti affidabili. Secondo il governo inglese si può fare. L’ipotesi è contenuta in una bozza del Dipartimento per la Cultura, i Media e lo Sport del Regno Unito, che sta studiando una nuova strategia per il settore dei media. La Gran Bretagna sta valutando anche un bando dei social per i minori di 16 anni.
L’autorità di regolamentazione britannica Ofcom stima che i social piattaforme rappresentino la prima fonte di informazione per la maggioranza degli adulti nel Regno Unito e per circa tre quarti dei giovani tra 16 e 24 anni. Inoltre, un’analisi dell’Università di Oxford calcola che il 30% della popolazione globale si informa soprattutto sulle piattaforme social e video.
In questo contesto il governo britannico sta pensando di introdurre norme che obbligherebbero le piattaforme a dare maggiore visibilità ai contenuti provenienti da fonti giornalistiche considerate attendibili, nel tentativo di contrastare la disinformazione online. La regola si applicherebbe almeno a Facebook e Instagram (Meta), YouTube (Alphabet), X (SpaceX) e TikTok (Bytedance).
Su questi social i contenuti prodotti dai media di servizio pubblico (Bbc, Itv, Stv, Cannel 4, Channel 5 e S4C) dovrebbero essere favorirti nei feed e nei risultati di ricerca. Nella lista delle fonti affidabili potrebbero poi essere aggiunte alcune testate giornalistiche.
Appena una settimana fa il governo inglese si era mosso anche sul divieto di utilizzo dei social ai più giovani. Il 15 giugno l’ormai ex premier britannico Jeir Starmer aveva annunciato l’arrivo di una legge ad hoc, che avrebbe dovuto vedere la luce entro fine 2026, per vietare ai minori di 16 anni le principali piattaforme e introdurre restrizioni per gli under 18, tra cui limitazioni allo scorrimento infinito sugli smartphone e nuovi paletti per le piattaforme di live streaming. (riproduzione riservata)