
L'ultimo "Rapporto sulle scelte di investimento delle famiglie italiane 2024" pubblicato oggi da Consob, indica sei "stili d'investimento": l'investimento in autonomia (scelto dal 42% degli intervistati), con il supporto di un consulente finanziario o di un addetto bancario (40%, nel 2022 era del 32%), con l'aiuto informale di amici, parenti o colleghi "che non lavorano nel settore finanziario" (32%), con l'aiuto informale di persone "che lavorano nel settore finanziario" (9%) e infine con il supporto dei social netowork (3%). Ovviamente gli investitori possono attuare anche più di uno di questi stili.
Dal Rapporto Consob si apprende che quindi che circa i due quinti degli investitori italiani si affidano a un consulente finanziario o a un addetto bancario. Il 51% degli investitori supportati da consulenti dichiara di possedere fondi d'investimento, il 46% buoni postali, il 43% obbligazioni e solo il 33% azioni. Senza l'ausilio di un consulente, invece, l'investimento in autonomia favorisce maggiormente l'azionario (38%).
Visto che per l'82% del campione l'obiettivo primario è la protezione del capitale, non stupisce poi che rispetto al consulente vi sia una robusta fedeltà: nel 43% dei casi, infatti, gli investitori mantengono il rapporto con il loro cf da oltre 10 anni.
Un consulente scelto per la chiarezza (21%), l’attenzione ai bisogni del cliente (18%), l’affidabilità (19%), la disponibilità a seguire il cliente anche dopo la prestazione del servizio (16%) e la competenza (18%). Questo anche se il rapporto è nato da un "matrimonio combinato", cioè se il consulente non è stato scelto dal cliente ma gli è stato assegnato dalla banca (48%).
Ricorrere alla consulenza non è da tutti. O per lo meno non tutte le fasce d'età lo fanno allo stesso modo. I giovani tra i 18 e i 34 anni, infatti vi si rivolgono solo per il 32%, mentre lo fa quasi la metà sia della fascia 55-64 anni, sia di quella 65-75 anni. Una "scelta di stile" d'investimento che va a braccetto con una più marcata avversione al rischio (44%) e a maggiori conoscenze finanziarie di base (44%).
Ciò che resta un po' in disparte, infine, è l'interesse per gli investimenti sostenibili da parte di chi si affida ai consulenti. "La quota di diffusione degli investimenti sostenibili tra quanti hanno un consulente è pari solo al 19% - si legge nel rapporto -, del 26% per chi segue i consigli di amici e colleghi del settore finanziario e del 25% per chi effettua le proprie scelte in autonomia".