Le «tecnologie emergenti» genereranno fino a 16.400 miliardi di dollari di valore entro il 2033. La stima arriva da un report di Deloitte che fa ricadere sotto questa etichetta tecnologie applicate in un ampio ventaglio di settori: intelligenza artificiale, robotica, droni, semiconduttori, energia pulita e calcolo quantistico.
Il motore della crescita sarà l’AI. Secondo Deloitte questo segmento varrà oltre 4.770 miliardi di dollari nel 2033 contro i 189 miliardi stimati nel 2023. Segue il comparto Internet of Things (IoT) con un mercato che potrebbe superare i 3.100 miliardi nel 2033 partendo dai 925 miliardi del 2023, poi il ramo blockchain (2.350 miliardi di valore previsto nel 2033). In generale l’adozione dell’AI potrebbe aggiungere 0,5 punti percentuali alla crescita del pil globale annuo tra il 2025 e il 2030 e nelle aziende europee l’AI è associata a un incremento del 4% della produttività e del 3% dei salari medi.
L’adozione dell’intelligenza artificiale, però, passa dalle infrastrutture. «La velocità con cui le tecnologie emergenti possono essere adottate dipende meno dalle tecnologie stesse che da una serie di condizioni favorevoli: infrastrutture energetiche e digitali, competenze della forza lavoro, qualità delle istituzioni e capacità di assorbimento», sottolinea il report. «L’energia ne è un esempio lampante. I data center rappresentano già circa l’1,5% del consumo globale di elettricità e si prevede che questo dato raddoppierà fino a raggiungere i 945 Terawattora entro il 2030, poco meno del 3% dell'elettricità globale. Con l’aumentare dei carichi di lavoro dell’AI e dei sistemi industriali connessi il collo di bottiglia si sposta sempre più dalla capacità di elaborazione alla capacità di procurarsi e sostenere i costi dell’elettricità necessaria». (riproduzione riservata)