Come rilanciare la previdenza complementare in un contesto evolutivo in cui l'inverno demografico che caratterizza l'Italia richiede un contributo sempre più fattivo di una architettura multipilastro? Può essere sicuramente utile approfondire le best practice attive nel sistema pensionistico italiano. Un esempio di interesse è rappresentato dal fondo pensione Fon.Te., il comparto di previdenza complementare del terziario guidato dal direttore generale Annamaria Selvaggio.
Domanda. Quale è il biglietto da visita di Fon.Te?
Risposta. Fondo Fon.Te. è il fondo di previdenza complementare del terziario che aggrega oltre 34 contratti nazionali e dal 2022 è il fondo anche per i lavoratori autonomi e i liberi professionisti che operano nei settori del terziario. Come risulta dal bilancio d'esercizio 2023, il patrimonio in gestione a dicembre 2023 ha superato i 5,334 miliardi di euro, facendo registrare un aumento rispetto al 2022 del +12,38%. Gli aderenti a fine 2023, inoltre, ammontano a 271.175 facendo registrare - al netto delle uscite nell'anno - un incremento, rispetto al 2022, in termini assoluti, pari a 15.686 unità ed in termini relativi pari a +6,14%. Alla stessa data, risultano associate al fondo 41.703 aziende, con un incremento pari al + 4,69% sul 2022.
D. Siete uno dei primi fondi pensione negoziali che consentono anche l'adesione dei lavoratori autonomi e liberi professionisti. Quali sono i requisiti per accedere a Fon.Te?
R. Possono iscriversi a Fon.Te. gli imprenditori, i liberi professionisti, lavoratori autonomi non necessariamente con partita iva, inclusi titolari di imprese individuali e familiari partecipanti alle imprese familiari di cui all'art. 230 bis del codice civile, a condizione che siano associati a Confcommercio, ovvero Filcams -Cgil, Fisascat- Cisl, UILTuCS, ovvero abbiano un rapporto di collaborazione non occasionale con aziende che applicano ai loro dipendenti uno dei contratti collettivi nazionali indicati ai sensi dell'articolo 1 dello statuto. Possono, inoltre, aderire a Fon.Te anche i soggetti fiscalmente a carico delle categorie appena citate.
D. Quali linee di investimento offrite?
R. Fin dal 2008 Fon.Te. ha definito l'articolazione dell'offerta previdenziale per gli iscritti a tutt'oggi vigente, con quattro comparti, differenziati per orizzonte di investimento e specifica allocation strategica. Il Dinamico è quello caratterizzato dalla maggiore esposizione azionaria, con una ripartizione degli indici che compongono il benchmark per il 60% azionari e 40% obbligazionari. Il Crescita, un bilanciato, vede scendere al 40% la quota azionaria, mentre lo Sviluppo, con target strategico equity al 25% e tetto massimo a 30%, rientra nella categoria degli obbligazionari misti. Quest'ultima è la linea storica del fondo, già presente con l'avvio della gestione mono-comparto del 2004, ed unica ad avere un'esposizione a benchmark, del 2,5%, afferente al segmento delle società italiane a ridotta capitalizzazione. Il comparto con il più elevato numero di iscritti è anche il più prudenziale, ovvero il Conservativo: con un mix di gestione indicizzata a impronta prevalentemente monetaria e di total return a target Tfr, si distingue per la presenza di una garanzia di restituzione del capitale versato a favore dell'iscritto, sia a scadenza delle convenzioni, sia in occasione di riscatto della posizione per eventi.
D. Come comunicate con i vostri iscritti soprattutto guardando al target giovani?
R. Sono molteplici le modalità di comunicazione che è possibile attivare direttamente attraverso i diversi canali previsti sul nostro sito. La sfida, inoltre, è quella di coinvolgere sempre più i giovani, che sono quelli meno attenti alla futura pensione e saranno quelli meno tutelati in futuro. Sotto questo profilo riteniamo essenziale rafforzare l'educazione previdenziale e la formazione fin dai primi cicli.
D. Quali suggerimenti dà dare slancio alla previdenza complementare?
R. Gli strumenti possono essere diversi ma riteniamo prioritario rivedere il principio di adesione in base al silenzio assenso, puntare sul rafforzamento degli incentivi fiscali e della loro tangibilità immediata in particolare, ad esempio, per i dipendenti con carriere discontinue e i liberi professionisti con regime forfettario. Nel quadro economico attuale caratterizzato da numerose incognite la previdenza complementare assume allora un ruolo fondamentale nell'ottica di salvaguardare il patto generazionale. Non può più essere considerata integrativa ma deve essere direttamente interconnessa e aggregata a quella obbligatoria. (riproduzione riservata)