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Un processore quantistico di Ibm
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Ibm dopo l’AI punta sul quantum computing: 10 miliardi di investimenti e l’aiuto del governo di Donald Trump

05 giugno 2026, 20:30 Ultimo aggiornamento: 12 giugno 2026, 18:19

Il gruppo celebre per l’invenzione del pc scommette sul calcolo quantistico per tornare leader. E il presidente Trump ci crede: dal governo Usa in arrivo 1 miliardo di dollari per lo spin-off della fabbrica di chip

È bastato che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annunciasse un investimento da 1 miliardo di dollari in Ibm, definendo «una leggenda» l’amministratore delegato Arvind Krishna, per far guadagnare al titolo di Big Blue il 13% in una settimana, a fine maggio. Il governo americano vuole mettere un piede nella newco Anderon, la società di nuova costituzione a cui Ibm - a lungo associata all’invenzione dei pc - intende affidare la fabbricazione dei suoi processori quantistici.

Al finanziamento governativo, parte di un pacchetto da 2 miliardi che gli Stati Uniti hanno stanziato per lo sviluppo dei computer quantistici, si aggiunge un ulteriore miliardo investito da Ibm stessa. Nel complesso il gruppo prevede di dedicare 10 miliardi al quantum computing nei prossimi cinque anni.

Lo spin-off di Anderon

L’obiettivo è fare di Anderon una sorta di «Tsmc del quantum computing», capace di produrre chip sia per la casa madre Ibm (per la quale si profilerebbe un ruolo più simile a quello di Nvidia, di sviluppo e design dei processori quantistici) sia per terzi, come ha spiegato a MF-Milano Finanza George Tulevski, program director di Ibm Think Lab in occasione della New York AI Week a inizio giugno.

Il progetto è chiaramente ambizioso e avrà un primo momento di verità nel 2029, anno in cui - secondo il cronoprogramma di Big Blue - dovrebbe essere disponibile Starling, il primo supercomputer quantistico capace di operare su larga scala e continuare a lavorare anche in caso di errore.

La ricerca sul computer quantistico

Al momento Ibm conta oltre 300 partner tra università, startup e altri soggetti pubblici e privati che fanno ricerca sul quantum. Il gruppo si è dotato di due data center dedicati (uno a New York e uno in Germania) e nove quantum computer (di cui uno in Europa, in Spagna). L’ultimo sistema messo a punto è il Quantum System Two (2023), su cui Ibm continua le sperimentazioni nel suo centro di ricerca a un’ora da New York. Un insieme di fili e schede magnetiche forma il processore, il cuore della macchina, che esegue i calcoli racchiuso in un involucro cilindrico che ne regola la temperatura. 

Ibm dopo l’AI punta sul quantum computing: 10 miliardi di investimenti e l’aiuto del governo di Donald Trump

«Il quantum computing consentirà di aumentare enormemente la velocità di calcolo e di risolvere problemi impossibili per i computer tradizionali e che richiederebbero un tempo lunghissimo anche alle gpu (le unità più potenti che stanno alla base delle applicazioni di AI, ndr)», ha raccontato Jerry Chow, responsabile tecnologico del quantum computing di Ibm. «Ci aspettiamo avanzamenti in vari settori, dalla chimica alla medicina fino alla fusione nucleare».

Il posizionamento di Ibm

Il quantum computing rappresenta una delle tre aree di ricerca principali di Ibm insieme all’intelligenza artificiale e ai processori per uso generale (le tradizionali cpu). Ed è anche quella su cui, nel lungo termine, Big Blue sembra puntare di più dopo aver mancato l’onda dell’AI generativa.

Ibm ha infatti una sua libreria di soluzioni AI dedicate alle imprese (Watsonx) e ha da poco lanciato l’assistente AI Bob, dal quale si aspetta un aumento della produttività del 45%, ma di fatto è rimasta fuori dalla corsa ai modelli di grandi dimensioni (llm) dove i nomi di riferimento sono altri: Microsoft, Amazon, Google, OpenAI, Anthropic.

Con Watson «abbiamo commesso degli errori strategici: siamo andati troppo velocemente verso l’applicazione e la creazione di prodotti verticali», ha ammesso l’ad Krishna in una puntata del live podcast Masters of Scale registrata qualche giorno fa a New York. Ora il gruppo punta sul quantum, nella speranza di poter guidare la prossima rivoluzione. «Chi riesce ad anticipare la curva tecnologica crea rendimenti straordinari per sé e per i clienti», ha aggiunto il ceo. «Noi abbiamo intuito il potenziale del quantum anni fa e ora abbiamo avuto conferme che può scalare».

La sfida, dunque, è conquistare una posizione di leadership prima degli altri. «Tutti i grandi player stanno investendo sul quantum. Penso soprattutto a Google e Microsoft», ha osservato Chow. Poi c’è la competizione con la Cina, anche se «è difficile dire a che punto sia, visto che possiamo basarci solo sui paper scientifici».

I risultati e la crescita in borsa

Nel primo trimestre Ibm ha registrato ricavi per 15,9 miliardi di dollari (+6%), di cui la maggioranza relativa (7,1 miliardi) dalla vendita di software e oltre 5 miliardi dalle attività di consulenza, e un utile netto di 1,8 miliardi (+20%). Lo scorso anno il fatturato è arrivato a 67,5 miliardi (+6%) con 11 miliardi di profitti (+14%).

In borsa il titolo è cresciuto di circa il 16% in 12 mesi e ha riassorbito il brusco calo di fine febbraio, quando i timori legati alle nuove funzionalità dell’AI di Anthropic avevano mandato in rosso molte azioni del settore software. L’obiettivo per il 2026, confermato durante la presentazione dei risultati dei primi tre mesi, è centrare una crescita dei ricavi superiore al 5% e incrementare il flusso di cassa di circa 1 miliardo. (riproduzione riservata)



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