
Gli anni della pandemia e poi della crisi energetica hanno trasformato il tessuto economico italiano, accelerando profondi processi di cambiamento. Per le aziende più forti questa mutazione prenderà sempre di più la strada del m&a e dell'internazionalizzazione, attività che richiedono l’assistenza di network bancari robusti. Su questo trend in Italia ha deciso di scommettere Deutsche Bank che, con le attività dell’International Private Bank, è oggi una delle principali private bank nell’Eurozona e per gli imprenditori familiari in tutto il mondo. Da nove mesi la divisione italiana è guidata da Roberto Coletta.
Domanda. Coletta, come si posiziona oggi la International Private Bank all'interno del gruppo Deutsche Bank?
Risposta. La divisione serve circa 3,4 milioni di clienti, tra privati e piccole e medie imprese in Italia, Spagna, Belgio e India, insieme a clienti del wealth management in Germania, nel resto d'Europa, in Medio Oriente e Africa (Emea), in Asia-Pacifico e nelle Americhe. Abbiamo insomma radici locali e identità internazionale.
D. Con che numeri avete chiuso il 2022?
R. La divisione ha realizzato 3,8 miliardi di euro di ricavi, con un incremento del 19% su base annua o del 9% se rettificato per voci specifiche. Dalla sua creazione abbiamo registrato un record in termini di nuovi afflussi, pari a 29 miliardi di euro, 4 miliardi in più rispetto al 2021, grazie soprattutto a un eccezionale flusso netto di masse amministrate nel corso dell’anno, aumentato del 30%, e a un solido contributo da parte dei prestiti.
D. In Italia come è strutturata la vostra attività?
R. Abbiamo tre macro-aree: la Bank for Entrepreneurs, che è l’istituto di riferimento per gli imprenditori e le loro famiglie e riunisce in un’unica struttura il wealth management e il business banking, sfruttandone al massimo le sinergie; la Premium Bank che mette insieme in un’unica area le attività degli sportelli sul territorio, il coverage della clientela affluent e i servizi dedicati alle small cap; e infine la Consumer House che copre le attività della banca nel settore del credito al consumo e nelle carte di credito -con il brand Deutsche Bank Easy- e il sistema di partnership B2B, proponendo un’offerta multiprodotto e multicanale, che comprende anche servizi di lending e pagamenti con carta per clienti diretti e partner distributivi.
D. A che tipo di clientela vi rivolgete?
R. La nostra strategia è basata su una visione olistica al patrimonio della nostra clientela. Da un lato offriamo servizi specifici per l’impresa di dimensioni medio-grandi; inoltre assistiamo l’imprenditore nella gestione del suo patrimonio con gli strumenti messi a disposizione dalla nostra piattaforma globale. C’è un fil rouge che unisce le diverse anime del gruppo e che dà una coerenza complessiva alle nostre molteplici iniziative.
Articolo di Luca Gualtieri apparso su Milano Finanza in edicola da sabato 4 marzo