I fund selector europei continuano ad aumentare le allocazioni nel private equity, con gli investitori retail particolarmente ottimisti su questa asset class alternativa nonostante l'incertezza economica in corso. L'edizione 2024 dello European Fund Selector Study (Euro Fss), condotta da Research in Finance in collaborazione con Neuberger Berman, ha raccolto le risposte di 886 fund selector (ovvero i selezionatori di fondi) europei (incluso il Regno Unito) attivi sia sul canale retail, tramite le reti di consulenza finanziaria, sia su quello istituzionale, evidenziando la continua democratizzazione dei mercati privati. Il 29% dei fund selector operativi nel canale retail ha aumentato o raccomanda di incrementare l'esposizione al private equity rispetto a un anno fa, mentre nel canale istituzionale l'aumento è stato del 9%.Tuttavia, sono emerse differenze significative tra i vari Paesi. Gli spagnoli hanno mostrato un entusiasmo particolare per il private equity nell'ultimo anno, con un netto 41% che ha accresciuto le posizioni in questa asset class. Anche in Svizzera, il 32% dei fund selector ha incrementato le allocazioni, seguiti dall'Italia con il 23%.
E per il futuro le prospettive per il private equity restano positive, soprattutto per i fund selector attivi nel segmento retail, con un 26% di loro che prevede di far salire l'allocazione nel prossimo anno, rispetto a un 4% per il canale istituzionale.
Come lo scorso anno, svizzeri e spagnoli sono ancora una volta i primi a livello regionale per quanto riguarda l'interesse nel voler aumentare, nel corso dell'anno, l'esposizione nel private equity, rispettivamente con un 30% e un 28%. In Italia, la percentuale di fund selector che prevede di dare più peso all'allocazione in questa asset class è pari al 13%.Il mercato primario di private equity è il più attraente per i fund selector italiani, con il 48% che lo considera il più interessante. Seguono quelli del Benelux con il 46% e tedeschi con il 43%. Gli svizzeri guardano invece con maggior interesse ai co-investimenti di private equity (38%), mentre i britannici preferiscono gli investimenti in infrastrutture non quotate (38%). A livello di singole strategie, se lo scorso anno il growth equity era considerato da tutti la formula su cui puntare, nell'attuale contesto di mercato il 52% dei tedeschi e il 49% dei fund selector italiani hanno indicato, come esposizione più interessante, lo small-mid cap buyout.
Nel frattempo, rileva lo studio, la diffusione dei fondi europei per gli investimenti a lungo termine, ovvero gli Eltif sta accelerando, con oltre la metà degli investitori paneuropei che la conoscono. Circa due terzi dei fund selector del Benelux (66%) e italiani (65%) dichiarano di conoscere approfonditamente questa struttura, con il 15% degli italiani che già raccomanda queste soluzioni di investimento alternativo.
Per José Cosio, head of intermediary Emea & Latin America di Neuberger Berman «è evidente che la struttura dell'Eltif, di cui Neuberger Berman è stata un pioniere, sta guadagnando popolarità tra gli investitori paneuropei. Questa dinamica è dovuta alla necessità degli investitori di diversificare i propri portafogli e trovare nuove fonti di rendimento stabili di lungo termine. La piattaforma di Neuberger Berman specializzata negli investimenti di private market continua a registrare un flusso significativo di operazioni. Gestisce 115 miliardi di dollari di investimenti nei private market e nel 2023 ha condotto, in media 11 operazioni a settimana di co-investimento».
«Con un solido flusso di nuove opportunità di investimento», conclude Cosio, «e un crescente interesse per gli investimenti di private market tramite gli Eltif, riteniamo che questa struttura diventerà lo standard di riferimento per l'accesso degli investitori alle soluzioni di private equity negli anni a venire». (riproduzione riservata)