
Il nome, incentivo (inducement), può essere fuorviante ma la remunerazione della consulenza tramite quelle commissioni è sacrosanta, e anzi la rendono possibile. E’ la visione dei consulenti finanziari riguardo al tema che si è aperto in Europa sull’ipotesi di vietare le retrocessioni.
«Non è assolutamente scandaloso per il cliente pagare, attraverso la commissione di gestione di una sicav, sia l’attività di gestione che quella di consulenza in senso lato. E’ stato proprio questo sistema che ha portato allo sviluppo della consulenza e all’architettura aperta, cioè alla possibilità di consigliare al cliente sicav di più emittenti», dice Franco Ragone, storico consulente di Banca Generali.
E Giuseppe Cannizzaro, professionista di lungo corso di Banca Fideuram, sottolinea l’irrealizzabilità di un modello di consulenza a parcella puro. «Il cliente smetterebbe di pagare la parcella al primo storno dei mercati», spiega, «il vero valore aggiunto della consulenza è la pianificazione finanziaria». (riproduzione riservata).
Articolo di Anna Messia apparso su Milano Finanza in edicola da sabato 25 febbraio.