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I consulenti finanziari Usa hanno fatto innamorare i loro clienti. E ora li difendono dall'AI

di Andrea Fiorini
04 settembre 2024, 14:13 Ultimo aggiornamento: 05 settembre 2024, 09:23

I risultati della survey "Insights for a Brighter Future" di Janus Henderson Investors

I consulenti finanziari Usa hanno fatto innamorare i loro clienti. E ora li difendono dall'AI

Un grande storico del passato affermava che come noi raccontiamo la storia non aggiunge nulla alla storia ma dice molto di noi stessi. Lo stesso si può dire dell'attuale situazione economico-finanziaria descritta dagli investitori statunitensi nell'ultima survey di Janus Henderson Investors da titolo "Insights for a Brighter Future".

Un'indagine - realizzata intervistando mille investitori con patrimonio minimo di 250.000 dollari - che rivela come le maggiori preoccupazioni del popolo Usa siano più legate al martellamento dei media circa le elezioni e la sfida Trump-Harris piuttosto che alle reali condizioni del mercato. "Il 78% degli intervistati - si legge infatti nella ricerca - è preoccupato per l'impatto che le imminenti elezioni presidenziali potrebbero avere sulla loro situazione finanziaria nei prossimi 12 mesi".

Gli intervistati appaiono quindi più preoccupati per le elezioni che per inflazione persistente (70%), per i tassi di interesse elevati (57%) per possibili scarse performance del mercato azionario (57%) o, peggio, per una potenziale recessione (55%, era il 65% lo scorso anno).

E "due investitori su tre (il 67%) ritengono che il costo della vita stia aumentando più rapidamente del proprio reddito", mentre solo il 42% degli investitori intervistati sarebbe "molto soddisfatto" della propria situazione finanziaria attuale (era il 48% nel 2023). 

Consulenti finanziari vs IA

Sul totale degli intervistati il 65% dichiara di avvalersi di un consulente finanziario e proprio sulla percezione del rapporto con il proprio advisor lo studio riporta dati interessanti . Il 98% si dichiara infatti soddisfatto (il 67% "molto soddisfatto", il 31% "parzialmente soddisfatto").

Si conferma l'importanza del rapporto personale e del legame emotivo che si crea nell'ambito dell'attività di consulenza. "Quando i consulenti rispondono alle esigenze emotive - spiega lo studio - "la soddisfazione dei clienti migliora". I tre pilastri della soddisfazione sono infatti "la capacità del consulente di rassicurare l’investitore di 'essere sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi'", l’attenzione all’investitore come persona al di là della situazione finanziaria e il fatto di offrire educazione finanziaria ai propri assistiti.

E sempre i consulenti finanziari offrono una buona protezione dalla paura per le frodi finanziarie, paure che oggi includono anche l'intelligenza artificiale. Il 73% degli intervistati, soprattutto i più giovani, teme infatti abusi finanziari attraverso sistemi IA. E su questo tema "il 45% degli investitori che si avvalgono di un consulente finanziario riferisce che il proprio consulente ha già fornito loro risorse per evitare le frodi finanziarie e il 29% vorrebbe che il proprio consulente fornisse tali strumenti".

Occhio al breve

In una situazione di incertezza sui mercati come quella attuale molti analisti consigliano di mantenersi sempre pronti a sfruttare improvvise opportunità come pure di coprirsi bene da eventuali downgrade. Cautela e prontezza, quindi, soprattutto nel breve. Questo però può portare all'effetto (negativo) opposto.

"In tempi come questi - ha infatti affermato Matt Sommer, head of specialist consulting group di Janus Henderson Investors e responsabile del team di estensori della survey - tutti gli investitori dovrebbero tenere presente che le modifiche apportate al portafoglio per evitare la volatilità a breve termine possono spesso mettere a repentaglio gli obiettivi a lungo termine”. 

Ed è qui che entra in gioco la pressione dei media: “Il ciclo delle notizie si muove a un ritmo incredibile - continua Sommer - e i titoli dei giornali possono essere snervanti, ma le azioni statunitensi sono rimaste notevolmente resilienti di fronte agli elevati livelli di incertezza”.

Preoccupazioni di sistema

Per fortuna sembra che gli investitori Usa non siano concentrati solo sul breve periodo e su questioni che agli economisti appaiono se non secondarie. "A lungo termine (prossimi 10 anni), le preoccupazioni degli investitori sono legate a questioni più ampie e sistemiche a livello nazionale e globale", spiega lo studio di Janus.

Nell'ordine, il primo dubbio è comunque legato a situazioni contingenti con scarsa visibilità per quanto riguarda gli sviluppi nel medio e lungo periodo: si tratta dell'impatto a lungo termine della crescente conflittualità politica negli Stati Uniti (ovvero il fatto che il problema politico non si esaurisca con le elezioni, 77%).

Seguono l'aumento del costo dell'assistenza sanitaria (che avrebbe un impatto diretto sulla vita quotidiana degli intervistati, 67%), ma anche, a livello più ampio, il debito nazionale (66%, e in questo caso anche gli investitori italiani possono condividerne i timori) e le relazioni Usa-Cina (64%).

Portafogli difensivi 

Come si vede, si tratta di preoccupazioni che raccolgono un'ampia maggioranza di intervistati. E almeno su questo non c'è incertezza. Come reagiscono quindi concretamente gli investitori sulla base dei dubbi che agitano le loro notti? Secondo Janus Henderson Investors, fondamentalmente in due modi: riducendo l'esposizione azionaria, considerata più rischiosa e meno redditizia rispetto al reddito fisso o alla liquidità, e affidandosi maggiormente ai consulenti finanziari

"Negli ultimi 12 mesi - afferma la survey - il 33% degli intervistati ha spostato il proprio patrimonio dalle azioni alla liquidità o agli investimenti in reddito fisso e quasi altrettanti investitori (32%) hanno dichiarato di voler spostare il proprio patrimonio dalle azioni alla liquidità o agli investimenti a reddito fisso nei prossimi 12 mesi".

Per quanto riguarda fondi ed Etf, chi ne possiede "dichiara di preferire un mix paritario di fondi attivi e passivi nel proprio portafoglio, il 26% preferisce i gestori attivi, il 18% i gestori passivi, il 10% non ha preferenze e il 3% è incerto". I settori più gettonati per investimenti di medio-lungo periodo sono la tecnologia (73%), l'healthcare/biotech (62%) e l'immobiliare (38%).

 

 

 



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