Hyundai spinge sulla robotica umanoide e per dimostrarlo ha scelto uno dei palcoscenici più seguiti al mondo. Il costruttore d’auto coreano ha portato Atlas, il robot sviluppato dalla controllata Boston Dynamics, ai Mondiali di calcio 2026 in corso in Usa, Canada e Messico, utilizzando l’evento come vetrina tecnologica in vista dell’avvio della produzione su larga scala destinata alle fabbriche.
L’esibizione è andata in scena durante l’ottavo di finale tra Brasile e Norvegia disputato domenica 5 al New York/New Jersey Stadium. Il robot Atlas ha percorso il tunnel d’ingresso dei giocatori, ha replicato alcune celebri esultanze calcistiche - tra cui il gesto del surf dell’attaccante brasiliano Matheus Cunha e i festeggiamenti con la fotocamera del sudcoreano Son Heung-min - per poi consegnare il pallone all’arbitro prima dell’inizio del secondo tempo.
Per Hyundai non si è trattato soltanto di una dimostrazione dagli effetti spettacolari. Il debutto pubblico è il primo test dal vivo della versione pronta per la produzione di Atlas, presentata lo scorso gennaio al Ces di Las Vegas. Il gruppo punta ad avviare dal 2028 la produzione fino a 30 mila robot umanoidi all’anno negli Stati Uniti, destinati principalmente agli stabilimenti del costruttore in Georgia. L’obiettivo è impiegare questi sistemi nelle attività manifatturiere, migliorando efficienza e automazione all’interno delle linee produttive.
L’iniziativa rientra nella campagna «School of Football», una serie di contenuti con cui Hyundai ha mostrato come Atlas sia riuscito a imparare movimenti atletici complessi, tra cui la celebre Rabona resa famosa da campioni come Pelé e Diego Maradona. Dietro l’aspetto spettacolare si nasconde però un importante lavoro di sviluppo tecnologico.
Secondo Hyundai, testare Atlas in uno stadio all’aperto permette di raccogliere dati preziosi in condizioni molto più variabili rispetto ai laboratori. Muoversi sull’erba, ad esempio, obbliga il robot a gestire superfici deformabili, perdita di aderenza e altri imprevisti che non si presentano sui pavimenti industriali o in cemento.
«Atlas ha imparato a eseguire e replicare questi movimenti in modo affidabile, così da adattarsi a ciò che accade nel mondo reale», ha detto a Bloomberg Alberto Rodriguez, direttore del comportamento robotico di Boston Dynamics, sottolineando che il sistema utilizzato nelle simulazioni è sufficientemente scalabile per applicazioni industriali.
Secondo Rodriguez, il primo impatto della robotica umanoide sarà proprio nella manifattura, mentre solo successivamente la tecnologia entrerà nella vita quotidiana. «L’obiettivo è trasformare prima la produzione industriale e poi, nel prossimo decennio, la nostra vita di tutti i giorni», ha spiegato il manager.
L’accelerazione verso l’impiego di robot umanoidi continua però ad alimentare il dibattito sull’impatto occupazionale dell’automazione. In Corea del Sud il sindacato di Hyundai ha chiesto che l’azienda consulti preventivamente i lavoratori prima di introdurre gli umanoidi negli impianti, tema che è entrato anche nelle trattative per il rinnovo salariale.
Con Atlas, Hyundai vuole dimostrare che la nuova generazione di robot è pronta a uscire dai laboratori e a trovare applicazione concreta nelle fabbriche e lancia la sua sfida ad altri protagonisti, a partire dal celebre robot Optimus sviluppato dalla Tesla di Elon Musk. (riproduzione riservata)