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Il presidente degli Usa, Donald Trump
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Guerra in Iran, la diretta | Gli Usa annunciano nuovo round di negoziati a Roma tra Israele e Libano

di Giusy Iorlano
11 agosto 2026, 09:53 Ultimo aggiornamento: 21 agosto 2026, 18:06

Trump: «Sono io il loro banchiere», nuova stretta economica su Teheran. Hormuz, Qatar: «I negoziati Oman-Iran sono in fase avanzata». Usa aprono il fuoco contro una nave che avrebbe forzato il blocco navale nel Golfo dell’Oman

In Medio Oriente continua lo stallo sulla pace. Mentre le trattative tra Iran e Oman per la riapertura dello Stretto di Hormuz proseguono a rilento, il presidente degli Usa Donald Trump è tornato a gettare benzina sul fuoco minacciando di ritorsioni il regime degli Ayatollah. Dopo le notizie sulla riduzione dell'arsenale militare americano, il tycoon ha sostenuto che gli Stati Uniti hanno ancora la potenza per colpire Teheran: «Abbiamo la capacità di decapitare l'Iran». Il ministro degli esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha risposto: «Gli Stati Uniti hanno implorato di avviare negoziati».

Ore 18:30 Gli Usa annunciano nuovi negoziati a Roma tra Israele e Libano

Gli Stati Uniti hanno annunciato un nuovo round di negoziati tra Israele e Libano, previsto a Roma all’inizio di settembre, con Washington nel ruolo di mediatore.

Intanto, l’Iran, attraverso Mohsen Rezaei, ha accusato gli Usa di alimentare l’instabilità nella regione e ha chiesto a Washington di porre fine alle guerre in Libano e a Gaza e di sbloccare i fondi iraniani congelati. Teheran ha inoltre ribadito che lo Stretto di Hormuz resterà chiuso finché gli Stati Uniti non cambieranno atteggiamento e non accetteranno le condizioni iraniane.

Ore 17:00 Trump, «situazione economica dell’Iran insostenibile, sono il loro banchiere»

Donald Trump torna a difendere la sua strategia contro l’Iran e punta sulla pressione economica per piegare Teheran. In un’intervista preregistrata a Real America’s Voice, il presidente americano ha descritto l’economia iraniana come ormai insostenibile, sostenendo che l’inflazione abbia raggiunto il 300%, che la valuta abbia perso gran parte del proprio valore e che il Paese non riesca più a pagare regolarmente i propri soldati.

«Bisogna continuare così, perché la situazione non è sostenibile», ha detto Trump, lasciando intendere che Washington potrebbe aumentare ulteriormente la pressione. «Sono io il loro banchiere», ha aggiunto, sostenendo che gli Stati Uniti controllino ingenti risorse finanziarie iraniane.

Trump ha inoltre minimizzato i timori sull’impatto del conflitto sui prezzi, affermando che petrolio e inflazione torneranno a scendere «non appena la guerra finirà». Il presidente americano ha infine ribadito che, senza il conflitto iniziato a febbraio, Teheran avrebbe potuto essere ormai vicino alla disponibilità di un’arma nucleare.

Ore 16:00 Hormuz, Qatar: «I negoziati Oman-Iran sono in fase avanzata»

I negoziati tra Oman e Iran sullo Stretto di Hormuz sono entrati in una fase avanzata e si trovano ora in un «momento critico». Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, durante un briefing citato da Al-Jazeera.

Doha, che sta svolgendo un ruolo di mediazione, punta a favorire la riapertura del canale «al più presto». «Non tolleriamo alcun ritardo», ha sottolineato al-Ansari, evidenziando l’urgenza di riportare le condizioni dello Stretto alla situazione precedente al conflitto.

Secondo il portavoce, i Paesi del Golfo condividono una posizione unanime sulla necessità di ripristinare la libertà di navigazione e garantire la sicurezza delle rotte commerciali. Hormuz, ha avvertito, non deve trasformarsi in «uno strumento di ricatto politico», come sarebbe accaduto durante la crisi.

Ore 15:00 Golfo dell’Oman, gli Usa aprono il fuoco contro una nave che avrebbe forzato il blocco navale

Le forze statunitensi hanno aperto il fuoco contro una nave battente bandiera panamense, nel Golfo dell'Oman, che avrebbe tentato di forzare il blocco americano dei porti iraniani. Lo ha riferito un funzionario statunitense al Wall Street Journal, secondo cui l’episodio è avvenuto nelle prime ore di oggi.

Un elicottero militare americano avrebbe sparato contro il timone dell’imbarcazione dopo che l’equipaggio non aveva risposto agli avvertimenti delle forze Usa. Secondo le informazioni disponibili, non si registrano vittime.

L’episodio aggiunge un nuovo elemento di tensione alla crisi nella regione e arriva mentre proseguono i tentativi diplomatici per riportare la navigazione nello Stretto di Hormuz alle condizioni precedenti al conflitto.

Ore 12:00 Le trattative sullo Stretto

L'Iran e l'Oman sembrano vicini a un accordo sulle modalità di navigazione delle navi nello Stretto di Hormuz, ma la controversia più ampia sulla completa riapertura del canale rimane irrisolta. Il portavoce del ministero degli esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, nei giorni scorsi aveva dichiarato che erano stati concordati i parametri geografici di una rotta marittima, ma la dichiarazione congiunta non è ancora stata redatta. Baghaei aveva anche sottolineato che i colloqui vanno avanti in modo costruttivo, ma aveva avvertito che un accordo con il solo Oman non renderebbe lo stretto sicuro. 

Al momento, sembra che non siano in corso trattative sulle tariffe di transito, sebbene le discussioni riguardino servizi quali la navigazione sicura, la protezione ambientale e il monitoraggio marittimo, secondo quanto affermato da Teheran. L'ostacolo principale rimane il blocco navale reciproco tra Usa e Iran. Washington afferma che revocherà il blocco dei porti di Teheran una volta ripristinata la navigazione commerciale senza ostacoli e dopo che il regime degli ayatollah avrà rispettato i suoi impegni. I pasdaran, tuttavia, sostengono che la riapertura dipenda dalle concessioni statunitensi, tra cui i risarcimenti, nonché dalla revoca delle sanzioni e del blocco navale.

Ore 11:00 Il traffico marino a Hormuz

Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che la marina americana ha bonificato lo Stretto di Hormuz dalle mine e ora detiene il controllo «al 100%» della via navigabile. Trump ha poi aggiunto che sono «gli unici ad avere il controllo dello Stretto in questo momento», aggiungendo che «di tanto in tanto» la leadership di Teheran «posiziona una mina e noi la troviamo».

Le dichiarazioni del tycoon sono in contrasto con i dati sul traffico marittimo. Ieri, 10 agosto, hanno attraversato lo Stretto sei navi, rispetto a una media di circa 11 imbarcazioni registrata negli ultimi dieci giorni. Questo è quanto emerge dai dati di navigazione elaborati dalla piattaforma Kpler. Quattro navi mercantili, tra cui due petroliere vuote, sono entrate nello Stretto. Due altre imbarcazioni, una piccola petroliera carica di gas di petrolio liquefatto e un'altra che trasportava combustibili residui, ne sono uscite. Nel periodo prebellico, in genere circa 130-140 navi transitavano attraverso quella via marittima.

Ore 10:00 Trump chiede risarcimenti

«I rappresentanti della Repubblica Islamica dell’Iran chiedono un risarcimento per i danni subiti durante il conflitto militare degli ultimi cinque mesi (scatenato dal fatto che non avranno mai un’arma nucleare), nonostante l'argomento non sia mai stato menzionato in nessuno dei nostri negoziati o incontri», ha scritto Trump sul social Truth. «Tuttavia, è un’idea interessante, perché ora anch'io pretendo un risarcimento dall'Iran per tutte le persone uccise e gravemente ferite dalle loro bombe piazzate lungo le strade e nei numerosi conflitti di cui sono tristemente noti - iniziati sotto la guida del generale Soleimani - incluse le famiglie delle vittime della Uss Cole e di migliaia di altri caduti in combattimento».

Un botta e risposta tra Washington e Teheran che non facilita le trattative in corso. Inoltre, il tycoon ha aggiunto che «un risarcimento dovrebbe essere corrisposto alle famiglie delle centinaia di migliaia di manifestanti innocenti uccisi dall'Iran negli ultimi 50 anni, per non parlare dei 52.000 uccisi negli ultimi cinque mesi. Ho dato istruzioni ai miei rappresentanti di inserire fermamente questa richiesta in qualsiasi futuro negoziato». In un secondo post, Trump ha anche scritto che Teheran «dovrebbe assumersi la responsabilità dei danni e delle morti causati alle popolazioni di Libano, Siria, Yemen e Gaza!». (riproduzione riservata)



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