Le autorità statunitensi hanno inserito il colosso dell’elettronica Xiaomi nella lista nera in quanto società con legami militari. La decisione è avvenuta in seguito alla notizia del premio conferito al fondatore dell’azienda per il servizio allo Stato, come affermato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti in una deposizione legale.
Lei Jun, ceo e fondatore di Xiaomi, ha ricevuto un premio in qualità di miglior imprenditore per il Socialismo con caratteristiche cinesi nel 2019 dal Ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione. Xiaomi ha aggiunto il premio, in quell’anno vinto da un totale di cento dirigenti cinesi, nella pagina dedicata alla biografia di Lei sul sito della società e nel report annuale.
Il riconoscimento, insieme all’ambizioso investimento di Xiaomi in tecnologie avanzate come il 5G e l’intelligenza artificiale, ha portato alla scelta del Dipartimento della Difesa dello scorso gennaio di aggiungere la società alla lista dei sostenitori della rete militare cinese, secondo quando si legge nella deposizione. Tale designazione vieta agli americani di investire nell’azienda cinese, oggi terza nelle vendite di smartphone a livello globale.
Il motivo che ha spinto gli Stati Uniti ad aggiungere Xiaomi a questa lista è spiegato in un atto del tribunale redatto dal Dipartimento della Difesa durante il processo presso la corte distrettuale di Washington, a cui il colosso si è rivolto nel tentativo di revocare le accuse del suo coinvolgimento con la rete militare cinese. Il documento, apparso per la prima volta la scorsa settimana, ha fatto luce sulle motivazioni che hanno spinto il dipartimento ad aggiungere Xiaomi alla lista.
I portavoce di Xiaomi inizialmente non hanno rilasciato dichiarazioni su quanto avvenuto, pur avendo negato in precedenza ogni coinvolgimento con i militari cinesi, affermando di vendere prodotti e servizi esclusivamente ai civili e per scopi commerciali.
L'aggiunta di Xiaomi alla lista del Dipartimento della Difesa risale al 14 gennaio, negli ultimi giorni dell’amministrazione Trump, quando, oltre all’azienda di smartphone, sono state elencate altre otto società cinesi, alcune delle quali specializzate nel settore aerospaziale e nella produzione di chip. In totale, le società aggiunte alla lista sono state 44, compresi Huawei Technologies, il colosso della telecomunicazione, e il produttore di chip Semiconductor Manufacturing International: entrambe hanno negato ogni collegamento con le forze militari.
Le azioni di Xiaomi, che nel 2020 sono più che triplicate sulla piazza di Hong Kong, sono crollate del 25% dalla chiusura del 14 gennaio.
La nomina di Xiaomi ha sorpreso molti analisti, dato che il focus dell’azienda è rivolto all’elettronica di consumo. Oltre agli smartphone, Xiaomi produce accessori con connessione a Internet quali purificatori dell’aria, monopattini, bilance e smartwatch per l’attività fisica. A differenza di Huawei, nonché il suo principale rivale cinese nel settore della telefonia, non fornisce infrastrutture per la comunicazione o altri apparecchi generalmente considerati sensibili.
Il boom di Xiaomi nel difficile mercato degli smartphone risale allo scorso anno, quando la compagnia si è appropriata della quota di mercato di Huawei. Stando a quanto riportato dalla International Data Corporation, le spedizioni di telefoni effettuate da Xiaomi a livello globale sono incrementate di circa un terzo nel quarto trimestre, diventando così il terzo venditore al mondo dopo Apple e Samsung.
Nella causa che la vede coinvolta, Xiaomi ha affermato che il dipartimento non ha fornito alcuna spiegazione rispetto alla decisione presa né ha dato modo di controbattere. Il riconoscimento a Lei Jun è stato conferito dal Ministero dell'Industria e della Tecnologia dell'Informazione della Cina, l’agenzia governativa che supervisiona il settore tecnologico cinese e le sue politiche industriali e che, secondo il Dipartimento della Difesa, è coinvolta nella gestione delle politiche di fusione tra mondo civile e militare, in quanto Pechino si appoggia alle imprese private per lo sviluppo della tecnologia militare.
Il premio viene assegnato una volta ogni cinque anni ai migliori imprenditori del settore privato e nel 2019 le personalità premiate sono state cento. Tra gli altri ceo illustri che hanno raggiunto questo traguardo si annoverano Ding Lei, della società informatica e di videogiochi NetEase, Wang Gaofei, della piattaforma social Weibo, e Wang Chuanfu, della casa automobilistica BYD.
Un’altra motivazione addotta dal Dipartimento della Difesa è stata il piano di investimenti di Xiaomi per il valore di 50 miliardi di yuan (7,7 miliardi di dollari) distribuiti su cinque anni per l’implementazione della tecnologia 5G e dell’intelligenza artificiale. Lei ha annunciato l’ingente investimento durante il suo messaggio rivolto al personale dell’azienda in occasione dell’inizio del nuovo anno, lo scorso gennaio 2020. Il Dipartimento della Difesa nella deposizione legale sottolinea che «entrambe le tecnologie rivestono un interesse centrale per la Repubblica Popolare Cinese oltre a essere il centro della strategia di fusione militare-civile», riferendosi alla Cina proprio con la dicitura completa, Repubblica Popolare Cinese.
Giovedì scorso anche la Luokung Technology, società cinese di elaborazione di big-data aggiunta alla lista del Dipartimento della Difesa insieme a Xiaomi nel mese di gennaio, ha intentato una causa negli Stati Uniti per richiederne la rimozione. (riproduzione riservata)
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