Giorgia Meloni respinge, in un’intervista al Financial Times, l’idea che l’Italia debba scegliere da che parte stare tra Stati Uniti ed Europa, ribadendo che farà tutto il necessario per difendere gli interessi del suo Paese. Nella sua prima intervista a un giornale straniero da quando è entrata in carica nel 2022, la premier italiana ha detto che è «nell’interesse di tutti» superare le gravi tensioni nei rapporti transatlantici e ha definito le reazioni di alcuni leader europei al presidente statunitense, Donald Trump, come «un po’ troppo politiche».
Non considera il presidente degli Stati Uniti un avversario e continuerà a rispettare il «primo alleato» dell’Italia. «Sono conservatrice. Trump è un leader repubblicano. Sicuramente sono più vicina a lui che a molti altri, ma capisco un leader che difende i suoi interessi nazionali», ha detto al FT la Meloni. «Io difendo i miei».
In Europa, però, cresce l’allarme dopo che il 26 marzo il commander-in-chief ha annunciato dazi al 25% sulle importazioni di auto. A questo proposito la presidente del consiglio ha detto che gli Stati Uniti da tempo perseguono un’agenda sempre più protezionista, anche con l’Inflation Reduction Act di Joe Biden. «Pensate davvero che il protezionismo negli Stati Uniti sia stato inventato da Donald Trump?», ha ribattuto.
L’altro capitolo delicato che vede Usa e Ue su due fronti opposti è quello sulla difesa. Meloni spera che l’approccio di Trump sulla difesa europea sia uno «stimolo» necessario per il continente affinché si assuma la responsabilità della propria sicurezza. «Mi piace dire che una crisi nasconde sempre un’opportunità», ha affermato.
Poi ha esaltato la stabilità politica che ha portato all’Italia dalla sua vittoria elettorale nell’ottobre 2022, sottolineando di essere ora alla guida del quinto governo più longevo nella storia del Paese dal dopoguerra. Anche la gestione fiscale relativamente prudente ha contribuito a rassicurare i mercati finanziari sul pesante debito italiano. Ma l’Italia, come il resto d’Europa, ora si trova di fronte a un ordine mondiale in tumulto, con l’amministrazione Trump che riduce i suoi impegni sulla sicurezza e dichiara guerra commerciale ai suoi alleati tradizionali.
Tuttavia la Meloni non mette in discussione i rapporti con gli Stati Uniti: «sono la relazione più importante che abbiamo», ha spiegato, sottolineando l’importanza di evitare una frattura transatlantica, con una risposta non conflittuale all’offensiva tariffaria di Trump. «L’Italia può avere buone relazioni con gli Stati Uniti e se c’è qualcosa che l’Italia può fare per evitare uno scontro con l’Europa e per costruire ponti, lo farò ed è nell’interesse degli europei», ha incalzato la premier, ammettendo, però, che l’Ue è frenata dalla lentezza del suo processo decisionale. Comunque, ha aggiunto, «non è facile competere con qualcuno che in un giorno può firmare 100 ordini esecutivi».
Infine, mentre molti in Europa temono che Trump stia preparando un accordo di pace sfavorevole per l’Ucraina, la premier ha espresso fiducia nei suoi sforzi, sottolineando, però, la necessità di garanzie forti per evitare che la Russia riaccenda la guerra in futuro. Rimane scettica sulla proposta franco-britannica di una «forza di rassicurazione» europea per Kiev, che potrebbe essere vista da Mosca come una provocazione. «Dobbiamo stare attenti qui. Potrebbe essere percepita più come una minaccia», ha avvertito. Invece, sostiene l’estensione della clausola di difesa collettiva dell’articolo 5 della Nato all’Ucraina, senza ammettere effettivamente Kiev nell’alleanza, «più facile ed efficace» rispetto ad altre proposte. Anche Italia è, comunque, nel mirino di Trump a causa della sua spesa per la difesa, pari solo all’1,5% del pil, ben al di sotto dell’obiettivo della Nato del 2%. Meloni ha detto che, come «persona seria» vuole rappresentare una «nazione seria», quindi rispetterà i suoi impegni.
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